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L'Internazionale democratica centrista riparte dai giovani

Roma, 14 ott. (askanews) - Rilanciare l'iniziativa dell'Internazionale democratica centrista partendo dai giovani. Questo il tema al centro della riunione del Comitato esecutivo dell'Idc, che si è svolta nei giorni scorsi a Roma.

La Sala Koch del Senato ha visto la cerimonia di rilancio del movimento giovanile dell'Idc che sotto la guida di Riccardo Pozzi arriverà il prossimo anno al congresso fondativo. Alla neonata associazione il compito, ha sottolineato Pozzi, di "raccogliere un'eredità importante", quella della cultura politica democratico-cristiana, testimoniata nel corso dei lavori da Maria Fida Moro, già senatrice e figlia dello statista ucciso dalla Br, da Antonio Tajani, ex presidente del Parlamento europeo, e da Antonio Lòpez Istùriz, segretario generale del Ppe e di Idc. Proprio ai giovani Lòpez si è rivolto, auspicando il loro impegno per la buona politica come antidoto al populismo.

"Sfortunatamente al giorno d'oggi c'è poca scelta per i giovani che entrano in politica, c'è il populismo e c'è il popolarismo, il populismo è attraente, ma dà false speranze, non dà soluzioni reali per la gente, le soluzioni non arrivano magicamente, un giorno, basta raccontare bugie ai giovani, le soluzioni arrivano lavorando duramente, con impegno, questo è il vero problema".

Nel corso dei lavori, un focus particolare è stato riservato alla crisi venezuelana con un dibattito a cui hanno preso parte, tra gli altri, l'ex sindaco di Caracas Antonio Ledesma e Francisco Sucre, parlamentare venezuelano. "La situazione nel Paese sembra peggiorare", ha sottolineato Pierferdinando Casini, deputato e presidente onorario di Idc, lanciando l'idea di un gruppo di lavoro dell'organizzazione per trovare una "exit strategy" che ancora non c'è. Una proposta accolta da Sucre, che ha lanciato anche un appello all'Italia e all'Europa.

"Chiediamo prima di tutto all'Italia di riconoscere Juan Guaidò, il legittimo presidente del Venezuela, il leader del processo di cambiamento del Venezuela e chiediamo all'Ue di aumentare la pressione. Questo è l'unico modo in cui possiamo arrivare a una rapida soluzione politica. La popolazione sta soffrendo molto, il Venezuela rappresenta la maggiore crisi umanitaria dell'emisfero di sempre e abbiamo bisogno di una rapida soluzione. Ue, Lima Group, Usa e Canada, tutti insieme, devono mettere Maduro sotto pressione, l'unico modo perché lui capisca che deve andarsene. Vogliamo e abbiamo bisogno di elezioni libere e regolari attraverso il meccanismo della pressione economica e diplomatica".

Durante la tre giorni romana, i rappresentanti dell'Idc hanno ospitato il ministro per gli affari europei Vincenzo Amendola e visitato il Vaticano, dove sono stati ricevuti in udienza privata dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano.

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