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Perché il pigiama si chiama così?

Perché il pigiama si chiama così? Quasi tutti, quando andiamo a dormire, indossiamo il pigiama per stare più comodi e caldi. Ma perché il pigiama si chiama così? Questa parola deriva dal persiano “Payjama”, composto da “pay”, che vuole dire gamba e “jamè”, che significa vestito: in Persia, infatti, gli uomini usavano indossare dei morbidi e larghi pantaloni per andare a letto, quindi dei “vestiti per le gambe”. Furono gli inglesi a portare in Europa l’indumento e il termine che lo definisce, trasformato in “pyjamas”, tra il XVIII e il XIX secolo, dopo aver conquistato le terre asiatiche: fino a quel periodo, infatti, per dormire si usava solo la classica camicia da notte. In Italia, la parola fu introdotta solo all’inizio del 1900 e resa singolare, invece che plurale come in Gran Bretagna e Stati Uniti: per noi, il pigiama è composto da due pezzi, casacca e pantaloni e di solito lo preferiamo morbido e comodo, senza molte decorazioni, bottoni e cerniere che, anche se lo renderebbero più elegante o grazioso, ci possono lasciare dei segni sulla pelle, disturbandoci il sonno. Di solito, non è considerato molto educato accogliere le persone in casa facendoci trovare in pigiama, a meno che la mamma non ci permetta di organizzare un divertente “pigiama party” con gli amici. Oggi hai imparato perché il pigiama si chiama così!

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