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QUIFINANZA BUONO A SAPERSI 29 NOVEMBRE 2019 5.123 visualizzazioni

Cedolare secca: cos'è e come funziona

La “cedolare secca” è un’agevolazione per chi percepisce un reddito derivante dall’affitto di un immobile. In pratica sostituisce con un’aliquota fissa l’Irpef e tutte le addizionali che andrebbero versate relativamente ai ricavi percepiti dalla locazione.

Chi può attuarla sono i titolari del diritto di proprietà o usufrutto che non utilizzano l’immobile per attività di impresa o professioni.

La cedolare secca equivale al 21% sul canone di locazione annuo se a canone libero, e al 10% se a canone concordato dalle parti, attuabile nelle principali città italiane. Si paga entro gli stessi termini dell’Irpef.

Se si attua questa scelta si rinuncia alla possibilità di chiedere l’aggiornamento del canone di locazione, anche se è previsto nel contratto.

Per attivarla ci si può registrare online su “Fisconline” oppure andando fisicamente in un ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

Si può optare per la cedolare secca sia alla registrazione del contratto sia negli anni successivi. Se si rinnova il contratto non è scontato che si rinnovi anche la cedolare secca, perciò bisogna comunicarne sempre la proroga.

Gli immobili su cui si può attuare devono essere locati ad uso abitativo e devono appartenere alle categorie catastali da A1 a A11, esclusa l’A10, relativa ad uffici o studi privati.

Si può usufruire della cedolare secca anche per i contratti di locazione di tipo strumentale stipulati nel 2019 e per locali commerciali classificati nella categoria catastale C/1 con superficie fino a 600 mq.

Il reddito assoggettato a cedolare è escluso dal reddito complessivo.

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