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Perché il tiro a cucchiaio si chiama così?

Perché il tiro a cucchiaio si chiama così?

Il tiro a cucchiaio o rigore a cucchiaio non è altro che una sorta di pallonetto che, se ben eseguito, fa sì che il pallone scavalchi letteralmente il portiere o, comunque, l’avversario.

Ma perché si chiama così?

Il cucchiaio è un tiro alto e lento così, chiamato perché la traiettoria assunta dalla palla prende la forma di un cucchiaio rovesciato. Nella pratica, consiste nel tirare il pallone con il collo del piede, colpendolo nella parte inferiore. Tiro rischioso e quindi praticato di rado dai calciatori, è stato portato alla ribalta da Francesco Totti. Ma in realtà è stato effettuato per la prima volta nel lontano 1976. Agli europei di quell’anno giunsero in finale la Cecoslovacchia e la Germania Ovest. La partita si concluse con un pareggio e così si andò ai calci di rigore, l’ultimo dei quali, quello decisivo, fu tirato dal centrocampista ceco Antonín Panenka, che si cimentò in un pallonetto vincente: il cucchiaio. Fino ad allora, nessun calciatore in Nazionale aveva mai provato a effettuare un tiro simile, tanto rischioso quanto azzardato che, se non eseguito a dovere, può essere parato dal portiere con estrema facilità. La partita del ’76, però, si concluse con la vittoria della Cecoslovacchia e il cucchiaio di Panenka rimase impresso per sempre nella storia calcistica.

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