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CURIOSITÀ 10 MAGGIO 2021

Chi è Rosalie Fish, la nativa americana che corre con l'impronta di una mano rossa sul volto

Rosalie Fish è una giovane donna, un’atleta statunitense di vent’anni, nata a Auburn, Washington. Rosalie ha però una particolarità, corre con una mano rossa dipinta dipinta sul volto, nella zona della bocca, con le dita che si allargano fino alle guance. Sulla gamba invece riporta la scritta MMIV. La ragazza è di origini native americane, appartiene alla tribù Cowlitz della riserva di Muckleshoot. Studentessa presso lo Iowa Central Community College, corre per la squadra del suo istituto e ha deciso di onorare e denunciare il terribile fenomeno delle donne indigene scomparse e uccise in America. La Fish è un’attivista sociale, che ha deciso di dare voce e volto a questa campagna di sensibilizzazione durante il suo ultimo anno di liceo, sfruttando il suo impegno nell’atletica leggera. Nel maggio del 2019, infatti, durante una gara organizzata nello stato di Washinton, la ragazza si era dipinta sulla bocca l’impronta di una mano rossa e sulla gamba la scritta MMIV che significa Missing and Murdered Indigenous Women dimostrando anche che l’atletica non è solo uno sport o un’occasione di svago e divertimento, ma può anche diventare un valido e potente strumento per veicolare messaggi sociali.

Cosa vuole denunciare Rosalie

Con questo gesto simbolico la studentessa dell’università dello Iowa vuole denunciare e sensibilizzare sull’importante tema delle donne indigene uccise e scomparse. Si tratta infatti di una crisi umanitaria di proporzioni preoccupanti che coinvolge Canada e Stati Uniti. Secondo gli ultimi dati pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, in alcune riserve le donne indigene subirebbero violenze sessuali e femminicidi con una probabilità, rispettivamente, di 2 e 10 volte superiore rispetto alla media nazionale. Il 96% degli stupri sono per mano di uomini non nativi, raramente perseguiti. Lo scorso 8 aprile l’impegno sociale della giovane atleta è stato portato all’attenzione dell’Università di Washington. Mesi prima, il 12 gennaio, Fish aveva firmato una lettera di intenti nazionale per correre per gli Huskies a Seattle, Washington, in una squadra che si è classificata tra le prime 13 in ben cinque degli ultimi sei NCAA Cross-Country Championships. La giovane atleta è molto orgogliosa di poter rappresentare le circa 30 tribù native dello Stato di Washington e di usare il suo status di sportiva per parlare pubblicamente e denunciare le gravi discriminazioni e le forme di emarginazione sociale che lei stessa, insieme ad altri indigeni americani, sono costretti a patire a causa della loro identità etnica.

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