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L'economia cinese rallenta, crescita del Pil "solo" +6,2%

Pechino, 15 lug. (askanews) - È iniziata la grande frenata? L'economia cinese nel secondo trimestre del 2019 è cresciuta al passo più lento dall'inizio degli anni Novanta del secolo scorso. Lo rivelano i dati diffusi dall'Ufficio nazionale di statistica di Pechino.

"Secondo le stime preliminari - ha detto il portavoce dell'Ufficio nazionale di statistica di Pechino, Mao Shengyong - il Pil della Cina è stato di 45,093.3 miliardi di yuan nella prima parte del 2019. La crescita annuale del Pil per il primo trimestre è stata del 6,4 e del 6,2 per il secondo trimestre".

Numeri in linea con le previsioni del governo cinese, che per l'intero anno si è posto un obiettivo tra il 6 e il 6,5 per cento. Nel 2018 la crescita era stata del 6,6 per cento. Il rallentamento è dovuto a un contesto complesso, in cui rientra anche la guerra commerciale con gli Stati Uniti.

"Le condizioni economiche sono ancora complicate e difficili sia a livello interno che all'estero. La crescita economica globale sta rallentando, le instabilità e incertezze stanno aumentando, lo sviluppo sbilanciato e inadeguato a casa è ancora acuto e l'economia è sotto una nuova pressione verso il basso".

Il rallentamento non è stato fermato neanche dalle iniziative assunte dal governo, che ha messo in campo un aumento della spesa e un taglio delle tasse. I dati di crescita prodotti dalla Cina sono sempre presi con le molle dagli osservatori. Rappresentano, tuttavia, un segnale tendenziale sulla traiettoria economica del paese.

Alcuni altri dati, in ogni caso, mostrano segnali positivi. La produzione industriale è cresciuta del 6,3 per cento a giugno su base annua, le vendite al dettaglio del 9,8 per cento. Si tratta di dati superiori alle attese. La Cina è la seconda economia del mondo e un rallentamento della sua crescita rischia di avere effetti sull'andamento dell'economia mondiale.

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