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Festività in busta paga: come vengono retribuite

I giorni festivi riconosciuti per legge sono 25 Aprile, 1 Maggio, 2 Giugno, 1 Gennaio, 6 Gennaio, Lunedì di Pasqua, 15 Agosto, 1 Novembre, 8 Dicembre, 25 e 26 Dicembre. Va aggiunto quello dedicato al Santo Patrono, diverso a seconda dei comuni. La Pasqua non rientra invece nell’elenco, ad accezione di alcuni contratti nazionali che l’annoverano come giorno festivo. Ma come vengono retribuite le varie festività in busta paga?

La regola generale prevede che i lavoratori abbiano diritto ad assentarsi dal lavoro percependo comunque la loro retribuzione. Retribuzione che spetta anche in caso di assenza dal lavoro per malattia, infortunio, maternità, ferie o permessi.

Se un mese dovesse prevedere due festività, i lavoratori pagati in misura fissa non noterebbero alcuna variazione in busta paga.

Discorso diverso, invece, per chi pagato ad ore: ai lavoratori con retribuzione oraria, nelle due giornate festive mensili ipotizzate, spetterebbe la normale retribuzione ragguagliata ad 1/6 dell’orario settimanale fulltime previsto dal CCNL applicato (solitamente 40 ore settimanali).

Se al contrario i lavoratori decidessero di non usufruire della giornata festiva e di lavorare ugualmente, avrebbero diritto sia alla retribuzione del festivo sia al riconoscimento delle relative maggiorazioni per lavoro in giornata di festa.

Ancora poco chiara invece la questione dell’obbligo da parte dei lavoratori di prestare attività durante le giornate festive. Il consiglio dato quindi ai datori di lavoro è di prendere accordi individuali coi dipendenti eventualmente coinvolti.

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