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CURIOSITÀ 01 FEBBRAIO 2022

Perché il cervello del gatto si è rimpicciolito

Le dimensioni del cervello del gatto domestici si sono ridotte drasticamente rispetto ai loro antenati felini nel corso del tempo, lo evidenzia un nuovo studio portato avanti dalla Universität Wien e dal National Museum of Scotland.

Lo studio è stato effettuato mettendo a confronto le dimensioni del cervello dei gatti domestici con quelle di specie selvatiche antenate, il Felis silvestri e Felis libica, cioè il gatto europeo e il gatto africano. Dagli incroci, il team di ricercatori ha riscontrato che in alcuni casi il cervello del gatto comune, il Felis catus, si sarebbe rimpicciolito del 25%.

Cervello del gatto più piccolo: la possibile causa del fenomeno

Sembra che la causa principale di questo fenomeno sia la domesticazione del gatto. Viene definito anche come “domestication syndrome”, è avvenuta oltre 10.000 anni fa e ha convolto molte altre specie animali.

Per quanto riguarda i gatti questo fenomeno avrebbe provocato una diminuzione delle cellule cerebrali della cresta neurale, cellule che sono coinvolte nel controllo e nella gestione dei pericoli e minacce esterne, ai quali gli animali domestici sono molto meno esposti rispetto a quelli selvatici.

Cervello del gatto con dimensioni ridotte: le altre ipotesi degli studiosi

Il team di ricercatori ha anche tenuto in considerazione l’ipotesi del ruolo degli ormoni della tiroide. Essi sono fondamentali nella crescita del gatto e inducono a pensare ad una connessione tra le strutture craniofacciali con conseguente riduzione del volume del cervello nel gatto.

Per gli studi e le ricerche effettuate dagli esperti tutte queste ipotesi sono potenzialmente veritiere e confermano le ricerche precedenti in merito, delineando come l’intervento dell’uomo sia stato cruciale nei cambiamenti morfologici del gatto.

Tutti i risultati relativi agli esemplari analizzati nello studio sono di fondamentale importanza secondo i ricercatori. Tali studi mettono a confronto specie domestiche con antenati selvatici e sono molto utili per la salvaguardia delle specie messe a rischio dall’ibridazione con animali domestici.

In conclusione, è evidente come il ruolo della domesticazione del gatto abbia influito sul cambio di dimensioni del cervello nei gatti e non solo. È stato dimostrato lo stesso fenomeno anche sui cani e sui conigli grazie ai quasi settant’anni di ricerche.

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