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VIRGILIO BAMBINI 12 SETTEMBRE 2019

Perché al grazie si risponde con prego?

La buona educazione si impara fin da piccoli e ringraziare qualcuno che fa qualcosa per noi, è molto importante. Ma perché al “grazie” si risponde con “prego”? “Grazie” e “prego” sono due parole che derivano dal latino, da sempre usate come forma di cortesia tra chi fa un favore o un complimento e chi riceve uno di questi benefici: dire “prego”, in particolare, è un modo per non far pesare alle persone che abbiamo aiutato le nostre attenzioni per loro. Dopo l’avvento del Cristianesimo, per salutare si diceva anche “che la grazia di Dio sia con te”, a cui si replicava “prego che sia così”, cosa che giustifica l’utilizzo dei due termini come abbreviazione di queste formule religiose. La frase intera in risposta a un ringraziamento, in realtà, sarebbe “ti prego di non ringraziarmi, perché non ho fatto niente di che”: infatti, dopo “grazie”, si dice spesso anche “non c’è di che” o “di niente”, molto comuni in altre lingue come il francese, -“pas de quoi” - e lo spagnolo, - “de nada” -. In inglese, invece, si preferisce un’espressione ancora più positiva, cioè “you’re welcome”, “sei il benvenuto”, per sottolineare che aver fatto un favore è stato solo un piacere. Oggi hai imparato perché al grazie si risponde con prego!

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