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DILEI BUONO A SAPERSI 17 LUGLIO 2020

Morsi e punture in montagna: cosa fare

La pace e la frescura della montagna sono l’ideale per trascorrere le vacanze estive, ma avventurarsi per una passeggiata nei boschi o nei prati d’altura può riservare sgradevoli sorprese. Morsi e punture in montagna: cosa fare Immergersi nella natura incontaminata significa spesso entrare in contatto con insetti e altri esseri che pungono e mordono, lasciando strascichi potenzialmente pericolosi: tafani, formiche, ragni e alcuni tipi di mosche, infatti, attaccano anche l’uomo. La Stomoxis Calcitrans, meglio conosciuta con il nome di “mosca cavallina”, ad esempio, ha un apparato buccale che le permette di succhiare il sangue non solo a cavalli e altri capi di bestiame: un morso da parte sua o di altri Ditteri, veicola diversi tipi di germi, poiché questi insetti, ogni volta che si nutrono, rigurgitano una parte dei pasti precedenti, depositandola ovunque si posino, compresa la nostra pelle. La puntura dei tafani è particolarmente dolorosa e si riconosce per il vistoso rigonfiamento che lascia sull’epidermide: se il ponfo non scompare entro qualche ora o il fastidio permane, occorre applicare del ghiaccio e una pomata antistaminica. Anche le formiche possono essere insidiose: vicino a larici, abeti e pini, non è difficile imbattersi in quelle rosse dei boschi che, quando pungono, rilasciano una sostanza irritante, l’acido formico, che infiamma la pelle, lasciando un bozzo arrossato: dopo aver applicato un cubetto di ghiaccio, usare unguenti lenitivi. I cheliceri di alcuni ragni riescono a perforare la nostra cute senza difficoltà, anche se un incontro con loro sulle montagne italiane è davvero un evento raro: essere morsi da malmignatte, ragni dal sacco giallo, tarantole e ragni violino è molto improbabile, ma anche i ragni comuni possono creare fastidi. Oltre al ghiaccio, si consiglia di applicare sul morso del cotone imbevuto d’acqua fredda e, in caso di prurito, farmaci da banco consigliati dal farmacista. Se in corrispondenza della lesione dovesse comparire una macchia violacea, rivolgersi al medico curante. Il morso delle vipere, invece, deve essere trattato il prima possibile con l’apposito siero: bisogna allertare immediatamente i soccorsi, perché dopo gonfiore e cianosi dei tessuti colpiti, subentrano mal di testa, vertigini e accelerazione del battito cardiaco. Nell’attesa, non muoversi e bloccare il flusso sanguigno avvelenato applicando un laccio emostatico.

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