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VIRGILIO EMOZIONI 12 MAGGIO 2020 57.195 visualizzazioni

La storia di Martin Pistorius, in coma per 12 anni: “vedevo e sentivo tutto”

Questa è la storia di Martin Pistorius, svegliatosi dal coma dopo 12 anni con un’incredibile rivelazione: “vedevo e sentivo tutto”.

 

Martin viveva in Sudafrica coi genitori Joan e Rodney e col sogno di diventare tecnico elettronico quando – a 12 anni – una strana malattia lo intrappolò nel suo corpo per ben altri 12.  I problemi di salute cominciarono nel 1988, con un semplice mal di gola; poi,  nei mesi successivi, smise di camminare e di mangiare; una lenta discesa verso l’inferno.

 

I medici si pronunciarono in modo nefasto: malattia neurovegetativa degenerante con un’aspettativa di vita bassa. Mamma e papà, però, non si arresero alla triste notizia, neppure alla vista del piccolo sempre più insensibile agli stimoli come se fosse in coma; così ogni giorno, pieni di speranza, lo accompagnarono a fare riabilitazione.

 

Per quattro anni Martin visse totalmente nel buio; non si muoveva, non comunicava, non piangeva, non rideva. Poi, nel 1992, successe il miracolo: iniziò a “percepire” la presenza delle persone attorno a lui, vedendo e sentendo tutto.

 

Due terapiste se ne accorsero, e convinsero la famiglia a portarlo per un consulto all’Università di Pretoria, dove gli esperti confermarono la sua piena coscienza. I genitori, increduli e commossi, lo dotarono quindi di un computer per comunicare; e da lì ebbe inizio la sua risalita verso la vita.

 

Oggi Martin, continua ad esprimersi attraverso quel pc e sta ancora sulla sedia a rotelle; eppure i tempi della malattia sembrano un lontano ricordo. Nel frattempo, dopo aver completato gli studi informatici, ha aperto un’azienda di web design e si è sposato con Joanna, l’assistente sociale che si è presa cura di lui.

 

Nessuno sa come e perché Martin si sia addormentato. La sua è una vicenda incredibile, raccontata nel libro “Ghost Boy – Il ragazzo fantasma”; perché così si è sentito in quei lunghi 12 anni, un cuore pulsante e invisibile che sentiva e vedeva tutto, non in ultimo l’amore dei cari che  – di sicuro – ha contribuito a svegliarlo.

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