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Autismo: cause, sintomi, diagnosi e terapie

L'autismo è un disordine neuropsichico infantile causato da un alterato sviluppo del cervello che causa problemi di interazioni sociali, di comunicazione verbale e non e comportamenti ripetitivi. Sulle cause, ancora poco certe, la scienza individua un buon 10-15% nella genetica, in questo caso si parla di forme di autismo secondario.

I sintomi della malattia si manifestano solitamente a partire dal secondo o terzo anno di età, in alcuni casi già fra il sesto e l’ottavo mese, e si mantengono per tutta la vita.

Esistono 7 campanelli d'allarme che ci potrebbero essere utili per capire se un bambino è affetto da questa sindrome o meno

1. NON INTERAGISCE CON LE PERSONE CHE LO CIRCONDANO - Normalmente per loro natura i bambini tendono ad interagire con le persone che li circondano, sia che siano genitori, parenti o sconosciuti. Se questo non avviene, è indice di un problema.

2. NON RISPONDE AL PROPRIO NOME - Se il bambino non risponde al richiamo del proprio nome entro i 12 mesi, potrebbe essere un'avvisaglia.

3. NON MOSTRA INTERESSE VERSO LE PERSONE - Se non cerca interazione o approvazione nei confronti degli adulti, oppure non ricerca mai il contatto visivo, è il caso di approfondire.

4. NON RIPRODUCE I VERSI DEI GENITORI - Durante i primi mesi di vita solitamente il bambino tende a riprodurre i suoni che sente emettere dai genitori, se non lo fa questo rappresenta un ritardo nelle capacità comunicative.

5. NON GIOCA CON GLI ALTRI BAMBINI - Se evita di giocare con gli altri bambini oppure preferisce farlo da solo, potrebbe essere un segnale.

6. NON IMITA GLI ALTRI - Un altro campanello d’allarme è l’indifferenza totale rispetto a quello che lo circonda e il fatto che non cerchi di emulare i comportamenti degli altri

7. SI CHIUDE IN SE STESSO - È come se vivesse in una realtà parallela ed evita sempre il contatto fisico.

Ad oggi purtroppo non esistono cure, ma terapie di mantenimento utili al controllo della malattia e a facilitare l'esistenza quotidiana, come i programmi intensivi comportamentali oppure trattamenti farmacologici a base di risperidone e metilfenidato.

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