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5 cose che forse non sai su Renato Pozzetto

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13 LUGLIO 2020 1.753 visualizzazioni

Ecco 5 cose che forse non sapete su Renato Pozzetto, l’indimenticabile “ragazzo di campagna” del cinema italiano.

1. Figlio di una coppia di lavoratori milanesi, per sfuggire ai bombardamenti sul capoluogo lombardo del 1942, Renato Pozzetto trascorse l’infanzia a Gemonio, in provincia di Varese. Finita la guerra i Pozzetto tornarono a Milano, dove mattatore conobbe Aurelio Ponzoni, con cui maturò le prime esperienze cabarettistiche. Con lui, nel 1964, formò il duo “Cochi e Renato”, esordendo alla celebre Osteria dell’Oca; ma fu grazie all’approdo al “Derby” che i due si imposero sulla scena comica. Un consenso incredibile, al punto che per anni l’uno sembrava non esistere senza l’altro; Pozzetto raccontò addirittura che quando nacque la sua primogenita, in sala parto, qualcuno gridò “è nata la figlia di Cochi e Renato!”.

 

2. Renato è stato legato per 42 anni a Brunella Gruber, scomparsa a causa di una malattia nel 2009. Una compagna di vita incredibile, dice ancora oggi Pozzetto, che dopo la perdita ha lasciato Milano per tornare a vivere sul Lago Maggiore, luogo del loro primo incontro.

 

3. Renato è riuscito a coronare il sogno del fratello, scomparso prematuramente: aprire la “Locanda Pozzetto”, un ristorantino sul Lago Maggiore.

 

4. Ad interpretare nel 1984 “Il ragazzo di campagna”di Castellano e Pipolo sarebbe dovuto essere Enrico Montesano. L’attore romano però rifiutò, per girare “I due carabinieri” con Carlo Verdone. Venne quindi scelto Pozzetto, che con questo ruolo segnò la sua carriera e la storia della commedia “made in Italy”.

 

5. Ricordate “Mia moglie è una strega”, commedia fantasy del 1980 con Pozzetto ed Eleonora Giorgi? A distanza di tanti anni i due attori hanno svelato un aneddoto particolare: per simulare il volo a cavalcioni di una scopa, Renato ed Eleonora furono costretti a sedersi su selle di cavallo rette da un braccio meccanico, a dieci metri d’altezza. La differenza di peso fra i due, però, sbilanciò l’improbabile mezzo di trasporto, costringendoli ad andare in picchiata all’indietro. Per fortuna Emilio e Finnicella, i loro personaggi, erano legati con cinture di sicurezza! Eh, quando si dice la magia… del cinema!

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