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Quello che non sapevamo: il genio universale era il Verrocchio

Firenze (askanews) - Una mostra per ripensare la figura di Andrea Verrocchio alla luce di quanto ha saputo infondere nei suoi contemporanei e allievi, da Leonardo da Vinci al Ghirlandaio, da Botticelli a Lorenzo di Credi, fino al Perugino. Palazzo Strozzi a Firenze celebra un artista che, probabilmente per colpa di alcuni giudizi del Vasari, non è mai stato colto nella sua grandezza. Ma il professor Francesco Caglioti, uno dei curatori dell'esposizione, traccia un ritratto di Verrocchio di grande vastità.

"Uno spirito e un ingegno universale - ha detto ad askanews - senza il quale l'universalità di Leonardo non si capirebbe. Forse avrebbe preso un'altra forma, ma non quella che riconosciamo a Leonardo, che deve tutta la partenza a Verrocchio".

Scultore, architetto, musico, Verrocchio è stato anche un grande pittore, capace di fare una sintesi delle più rilevanti lezioni europee. Come ci ha raccontato il secondo curatore della mostra di Palazzo Strozzi, professor Andrea De Marchi.

"E' la scaturigine di tutte le tendenze più innovatrici, senz'altro unendo la forza del disegno fiorentino con le capacità illusionistiche dei fiamminghi. Lui crea una sintesi unica, impareggiabile, come queste opere, che sono fatte di infiniti dettagli, ma uno le guarda da lontano e ti folgorano immediatamente. Questo è il classicismo, saper unire il micro al macro, l'infinito dettaglio e la geometria suprema dell'insieme".

"Verrocchio, il maestro di Leonardo" è la prima retrospettiva mai dedicatagli, ma nelle sale del museo fiorentino si trovano anche le opere degli altri artisti dell'epoca, su tutti il genio vinciano, di cui, tra le altre, a Palazzo Strozzi si può ammirare una straordinaria "Madonna col Bambino" in terracotta, che arriva dal Victoria and Albert Museum di Londra.

"In quanto maestro delle generazioni intorno a lui - ha aggiunto Francesco Caglioti - Verrocchio è di fatto il grande creatore dell'arte fiorentina dell'epoca di Lorenzo il Magnifico. Tutto quello che noi apprezziamo della Firenze rinascimentale, tutto quello che fa oggi celeberrima Firenze lo si deve all'età di Lorenzo e di fatto, in ultima analisi, a Verrocchio".

"La sua bottega - ha concluso Andrea De Marchi - non è più la bottega medievale, prepara l'accademia, ed è di una modernità sconvolgente, a saperlo capire".

La mostra fiorentina, che ha anche una sezione speciale al Museo nazionale del Bargello, resta aperta al pubblico fino al 14 luglio. E rappresenta, dopo il successo degli eventi contemporanei dedicati a Carsten Holler e Marina Abramovic, una buona prova della versatilità espositiva e culturale di Palazzo Strozzi.

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