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BUONO A SAPERSI 27 DICEMBRE 2020

Adele, Claudia e Grazia: chi sono le prime a essere vaccinate in Italia contro il Covid

Il Vax Day è arrivato e sono tre donne le prime a essere state vaccinate contro il Coronavirus. Una giornata simbolica che darà il via a una nuova fase per l’Italia, quella che ha il fine di sconfiggere il nemico invisibile che da quasi un anno sta mettendo in ginocchio la popolazione.

Tre donne che, con il loro coraggio e la loro tenacia, sono le protagoniste indiscusse. La prima è Claudia Alivernini, infermiera di 29 anni che lavora allo Spallanzani di Roma, proprio dove è arrivato il primo stock di vaccini.

In Lombardia, tra le regioni più colpite del nostro Paese, invece, è toccato ad Adele Gelfo, un’operatrice socio-sanitaria, e Grazia Presta, un’addetta alle pulizie. Loro lavorano al Niguarda di Milano. Tutte e tre rappresentanti diverse, ma ugualmente indispensabili, di un settore che ha contribuito attivamente alla lotta contro il Covid.

Le loro parole

“Vaccinarsi è un atto d’amore e di responsabilità nei confronti della collettività. Con orgoglio rappresento tutti gli operatori sanitari che come me sono stati in prima linea”, ha dichiarato con la voce spezzata dall’emozione Claudia Alivernini.

Lavora in un reparto di malattie infettive, ma in questi mesi ha anche curato a domicilio molti anziani. E’ laureata in Scienze infermieristiche alla Sapienza di Roma, ma nonostante l’impegno di questo periodo sta proseguendo gli studi con un master in infermieristica forense.

Adele Gelfo lavora da quasi trent’anni all’ospedale milanese di Niguarda, e da marzo è nei reparti Covid. “Sono sorpresa e felice che abbiano scelto un’operatrice socio-sanitaria. Spero che la gente, vedendomi, possa convincersi a fare il vaccino”: ha espresso fiduciosa.

Grazia Presta, invece, si occupa di tenere lontano il Coronavirus dalle corsie degli ospedali. Un lavoro di grande responsabilità, senza il quale medici e infermieri non potrebbero svolgere il proprio. A loro dobbiamo dire grazie.

Tre donne, un simbolo di resilienza e abnegazione, che continuano la battaglia personale e collettiva contro il Covid-19. Un esempio da seguire. Ed è proprio il messaggio che vogliono mandare a tutti gli italiani, perché questa guerra possa essere vinta con l’aiuto di tutti.

 

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