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Al CDI radiochirurgia e nuove frontiere contro malattie cerebrali

12 MAGGIO 2018

Milano (askanews) - Combattere le patologie del cervello, in forte aumento con l'invecchiamento della popolazione, con un metodo non invasivo: anche a questo serve il Cyberknife del Centro diagnostico italiano di Milano. L'acceleratore lineare montato su un braccio robotico mobile, che somministra radiazioni con grandissima precisione, è il protagonista delle nuove frontiere della radio chirurgia di cui si è discusso al CDI in un convegno con esperti internazionali. Cyberknife si usa nella cura dei tumori al cervello ma non solo: uno studio sulla rivista Neurosurgery conferma l'efficacia contro la nevralgia del trigemino.

Pantaleo Romanelli radiochirurgo cerebrale centro Cyberknife CDI Milano: "Abbiamo appena pubblicato uno studio su 138 pazienti per 5 anni, abbiamo avuto una quota di complicanze estremamente ridotta

soprattutto se paragonata ad interventi invasivi: il 75% dei pazienti a 5 anni di distanza dal trattamento è libero dal dolore, è un risultato eccezionale perchè il trigemino è una malattia cronica non guarisce da sola causa dolori atroci, richiede terapie pesanti spesso con gravi effetti collaterali".

La radio terapia ha ottenuto dei risultati su malati di tumore che non rispondono a chemio, radio e immunoterapie precedenti. Chandan Guha professore di Radiation Oncology al Montefiore Hospital New York: "È in corso un trial a New York su 9 pazienti, a cui abbiamo somministrato un farmaco per l'immunoterapia: 5 hanno dato una risposta. Con radio e immunoterapia combinate c'è un effetto sulla zona che non è bersaglio diretto delle radiazioni, dopo una settimana di trattamento si osserva una remissione per 19 mesi successivi".

I tumori non sono le uniche patologie che beneficiano delle nuove

frontiere della tecnologia in medicina: la tecnica degli ultrasuoni focalizzati permette di fare operazioni al cervello senza aprire il cranio, trattando disturbi come il tremore.

Andres M. Lozano, professore di neurochirurgia all'Università di Toronto: "Su circa 1000 pazienti trattati i risultati sono molto buoni,

possiamo bloccare immediatamente il tremore e abbiamo le prove di

un'efficacia prolungata: gli effetti si vedono già in sala operatoria e si mantengono sino a due anni dopo il trattamento. Possiamo usare gli ultrasuoni per distruggere le cellule che causano l'epilessia, o il tumore, ma vogliamo applicarli ad altre patologie come l'Alzheimer, abbiamo già riscontrato effetti sugli animali".

Il professor Adler della Stanford University, l'inventore di Cyberknife, ha presentato, con una simulazione in realtà virtuale, la nuova tecnologia Zap X specializzata nella cura dei tumori del cervello, della testa e del collo e pensata per abbattere costi e complessità, che non permettono a tutti di accedere a queste cure. "Cyberknife è molto flessibile e questo significa complessità e necessità di formazione per chi lo utilizza. Ho ridisegnato tutti i suoi elementi per semplificare e abbattere i costi dal 30-40%".

I primi due esemplari realizzati sono al BBS Institute di Phoenix

in Arizona, dove sarà operativo a luglio, e in un grande ospedale

di Pechino, dove arriverà a fine anno. "Spero di arrivare presto in Italia, qui la cultura è perfetta per lo sviluppo di queste tecnologie, c'è grande collaborazione tra medici e tra le diverse specialità e viene molto apprezzata la precisione: solo collaborando possiamo superare le difficoltà".

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