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NOTIZIE 22 SETTEMBRE 2020

Al referendum vince il Sì. Pareggio alle Regionali: 3-3

Roma, 22 set. (askanews) - Netta vittoria del sì al referendum, quasi al 70%, (69,64%) e un pareggio 3 a 3 nelle regionali. In attesa dello spoglio per le comunali è questo il quadro emerso dalle elezioni; un quadro che rafforza il governo, soprattutto il Pd; mentre il Movimento 5 Stelle, se da un lato parla di "vittoria storica per gli italiani" riferendosi al taglio dei parlamentari, sulle regionali resta con l'amaro in bocca.

Nelle Regioni il centrodestra mantiere il Veneto con un vero e proprio plebiscito per il leghista Luca Zaia che supera il 75%. Confermato anche Giovanni Toti in Liguria e la novità per la coalizione viene dalle Marche dove il candidato di Fdi Francesco Acquaroli con il 49,1% conquista una delle ultime regioni rosse.

Resiste alla "spallata" auspicata da Matteo Salvini la Toscana dove il Dem Eugenio Giani ha di molto la meglio sulla sfidante leghista Susanna Ceccardi. In Puglia si conferma Michele Emiliano che travolge Raffaele Fitto. In Campania è trionfo assoluto per Vicenzo De Luca su Stefano Caldoro.

Con questi risultati festeggia il segretario del Pd Nicola Zingaretti, che ha schierato il partito per il sì e messo la faccia nelle regionali. "Siamo vincitori" ha detto, "ha vinto la squadra".

"Con la vittoria del sì si apre una stagione di riforme, con gli alletati faremo di tutto perché questa stagione di riforme vada avanti spedita".

Zingaretti non ha parlato di rimpasto, ma forte del voto è deciso a spingere Conte a cambiare marcia e a inserire nell'agenda del governo temi cari ai Dem, a partire dall'accettazione del Mes e dalla necessità di cambiare i decreti sicurezza.

Il Movimento 5 stelle esprime grande soddisfazione per il risultato del referendum. Luigi Di Maio:"È una vittoria di tutti, di tutto il Paese, di tutti gli italiani che non hanno mai smesso di crederci al di là delle appartenenze partitiche".

Il capo politico reggente Vito Crimi, visti i risultati nelle Regioni, ha detto che partirà subito il percorso degli Stati generali, per "determinare nuovi e più ambiziosi obiettivi".

Nella maggioranza, deludente anche il risultato di Italia viva, al primo test elettorale. Sull'altro fronte Salvini rivendica comunque i dati, anche se la spallata non c'è stata e Giorgia Meloni, Fratelli d'Italia chiede il voto.

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