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BUONO A SAPERSI 26 APRILE 2021

Alimenti funzionali, cosa sono e a che servono

Gli alimenti funzionali sono tutti cibi che salvaguardano la nostra salute e tengono conto dello stato iniziale in cui si trova ogni singolo soggetto. Anche grazie a una dieta più consapevole, quindi, l’aspettativa di vita si è alzata e abbiamo scoperto cosa ci fa bene e cosa, invece, è meglio evitare.

Funzionali, quindi, sono tutti quegli ingredienti che hanno effetti addizionali e componenti naturali che rappresentano un valore aggiunto per l’organismo nel momento in cui vengono inseriti nella dieta, seguendo le indicazioni del medico di base o, meglio, del nutrizionista.

Prevenire è meglio che curare

La parola d’ordine diventa “prevenzione“. La facciamo grazie a tutti gli elementi, in gran parte vegetali, che hanno un grande valore nutrizionale. Antiossidanti, detossificanti, antitumorali, antivirali e antimicrobici, ma non solo.

Non è tutto: perché un cibo si possa definire funzionale è necessario che gli effetti benefici sulla salute siano certificati e comprovati da ricerche e studi scientifici. La dieta nel suo complesso deve essere funzionale, per l’appunto, alle esigenze di ognuno di noi ed essere accompagnata dall’attività fisica.

Si tratta, di solito, di sostanze fitochimiche che provengono dalle piante, anche se anche prodotti di origine animale possono rientrare nelle varie categorie. Ne sono state identificate e classificate più di 900, così da mettere ordine rispetto a un argomento nuovo e dalle potenzialità straordinarie, ma sul quale si fa ancora tanta confusione.

La classificazione

I carboidrati non amidacei rientrano tra i cibi funzionali: fibre, vegetali, moltissimi legumi, funghi e alghe verdi fanno bene all’intestino. Gli antiossidanti e le sostanze antitumorali servono, invece, a rafforzare il sistema immunitario.

I carotenoidi sono negli alimenti arancioni e rossi. I polifenoli sono contenuti nel tè verde, nell’uva, l’orzo e nei cereali integrali. Anche le cipolle e i porri, i broccoli, le fragole, e i frutti di bosco fanno parte della categoria alimentare. I fitosteroli, che servono a mantenere nella norma il colesterolo, li possiamo trovare nell’aglio e nei cavoli, per esempio.

I probiotici sono microorganismi vivi che, se assunti nelle dosi consigliate dai professionisti del settore, sono alimenti funzionali che riescono ad apportare dei benefici all’organismo. Sono quelli che conosciamo con l’espressione “fermenti lattici”. Batteri che troviamo nell’intestino, come i Lactobacilli o il Bifidobatteri.

I prebiotici, invece, rappresentano il cibo che consente ai batteri intestinali di sopravvivere, garantendo loro il nutrimento di cui hanno bisogno. Tra essi troviamo i frutto-oligo-saccaridi (FOS), presenti nella frutta, nello yogurt e in alimenti fermentati come il kefir. La digestione non può che giovarne, se non esageriamo con le quantità.

Gli acidi grassi polisaturi sono quelli presenti nei cibi di origine animale (ma anche vegetale). Una categoria meno ampia, ma che comunque rappresenta una risorsa in termini di benessere ed equilibrio fisico e, quindi, anche mentale. Li possiamo trovare nel pesce azzurro e nel salmone, nei semi di lino e di chia. Sono importantissimi per salvaguardare la funzionalità cardiovascolare, per migliorare quella cognitiva e per tenere a bada i livelli di colesterolo.

Tutti alimenti, quelli funzionali, che hanno un ruolo determinante nella gestione del proprio organismo e che aiutano a salvaguardare la salute. Insomma, mangiare con consapevolezza vuol dire volersi bene.

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