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Amici Onlus in campo contro infezioni ospedaliere

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15 SETTEMBRE 2020

Milano, 14 set. (askanews) - In Italia ci sono circa 250mila pazienti affetti da Malattie Infiammatorie Croniche dell'Intestino (MICI), soprattutto malattia di Crohn e colite ulcerosa. Il 13%, dei pazienti costretti al ricovero o ad effettuare esami diagnostici per queste patologie contrae Infezioni Correlate all'Assistenza (ICA), come infezioni delle vie urinarie e delle ferite chirurgiche, polmoniti, epatite B e sepsi. A causa di queste infezioni quasi la metà dei pazienti ricoverati (49,68%) subisce un prolungamento della degenza in ospedale. Un problema in gran parte dovuto alla mancanza di informazioni sulla prevenzione. Salvo Leone, direttore generale AMICI Onlus: "Amici da questo punto di vista è stata all'avanguardia perché ha condotta un'indagine per capire quale fosse la percezione dei pazienti affetti da queste patologie ed è venuto fuori che uno su quattro non aveva ricevuto informazioni da parte del professionista che stava effettuando la prestazione e addirittura l'89% non conosceva le procedure di sicurezza per evitare le contaminazioni".

Avere pazienti informati o "engaged" genera un processo virtuoso con molteplici ricadute positive. "L'informazione - ha spiegato Leone - nel caso delle malattie croniche intestinali, ma anche in generale visto l'attuale situazione di pandemia, è molto importante perché serve a garantire la salute dei pazienti che si recano in ospedale, la salute dei professionisti che effettuano le prestazione, ma, soprattutto, è importante perché garantisce un minor rischio di complicanze per la salute del paziente e anche una riduzione dei costi a carico del sistema sanitario nazionale e del cittadino".

I pazienti affetti da MICI sono particolarmente vulnerabili alle infezioni perché spesso seguono terapie immunosoppressive che abbassano le difese immunitarie. Per questo l'attenzione nei loro confronti è ancora maggiore. Silvio Danese professore di Gastroenterologia e responsabile centro MICI dell'Istituto Clinico Humanitas di Milano: "L'assunzione dei farmaci biologici o comunemente degli immunodepressori e degli steroidi, può aumentare il rischio per i nostri pazienti; però un'ottima storia clinica, la prevenzione con le vaccinazioni e l'attento monitoraggio nel tempo, fanno si che riusciamo a controllare e abbassare questo rischio".

Per sensibilizzare sulle Infezioni Correlate all'Assistenza (ICA), AMICI Onlus lancerà con il coinvolgimento di Istituzioni, medici e operatori del settore una campagna di informazione e di "buone pratiche" da adottare, per prevenire le contaminazioni. Secondo lo studio WeCare condotto sempre da AMICI Onlus, i pazienti informati risultano avere una spesa sanitaria diretta (farmaci, visite, esami) inferiore del 20% e un tasso di giorni di assenza dal lavoro per le cure più basso del 25%.

"Al fine di prevenire le infezioni opportunistiche - ha concluso Danese - è fondamentale l'armonizzazione dell'Associazione dei pazienti, dei pazienti e dei medici in modo tale che tutti siano allineati sull'importanza della prevenzione attraverso le vaccinazioni e poi attraverso il monitoraggio dei sintomi affinché le eventuali infezioni possano essere riconosciute subito e si possa intervenire in maniera pronta".

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