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CONSIGLI 30 MARZO 2021

Ananas, come coltivarlo partendo dal ciuffo

Avreste mai pensato di riutilizzare gli scarti di frutta e verdura per dar vita a rigogliose coltivazioni casalinghe? Tra le tante opportunità per abbracciare questa filosofia, c’è anche l’esotico ananas, gustoso e salutare.

 

 

Diuretico e digestivo, il frutto dell’ananas non manca mai sulle nostre tavole: la pianta, che appartiene alla famiglia delle Bromeliacee, è originaria del Sud America e il suo nome deriva dalla lingua degli Indios Guaranì.
La sua proprietà più apprezzata è la particolare concentrazione di un enzima, la bromelina, che agevola la digestione delle proteine complesse, cosa che ha permesso a questo frutto di regnare sulle tavole di tutto il mondo, come fine pasto ideale, fin dal XVIII secolo.

 

 

In generale, tutte le bromeliacee vivono bene in appartamento, quindi non è difficile coltivarle anche alle nostre latitudini senza essere dei giardinieri provetti: per tentare l’esperienza, comprate un ananas avendo cura di sceglierlo con un ciuffo verde brillante e parti scure o avvizzite; staccate la corona di foglie dal frutto ruotandola con decisione in modo che vi rimanga attaccato solo un pezzo del midollo interno, oppure tagliatela via con un coltello affilato, eliminando tutta l’eventuale polpa rimasta, in modo che non marcisca; lasciate poi seccare il ciuffo per qualche giorno in un posto caldo.
Staccando due o tre giri di foglie e inserendo ciò che rimane del picciolo ben asciutto in un contenitore con dell’acqua, il gambo inizierà a sviluppare l’apparato radicale, a patto di essere posizionato in un luogo luminoso: quando noterete che le radichette sono cresciute a sufficienza, piantate il ciuffo in un vasetto con il fondo ricoperto di sassolini per assicurare un drenaggio ottimale e poi riempito di terriccio adatto alle piante grasse.

 

 

Innaffiate la piantina più o meno una volta alla settimana, assicurandovi che la terra non si secchi mai completamente: se tutto andrà bene, dopo un paio di mesi l’ananas sarà attecchito e, passato circa un anno, lo potrete trapiantare in un vaso abbastanza capiente da contenere comodamente le radici in crescita. Per il primo frutto, però, dovrete pazientare almeno due anni.

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