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Anpit lancia il Manifesto per una nuova Europa

23 MAGGIO 2019

Roma, 22 mag. (askanews) - Cosa fare per rilanciare il progetto europeo e renderlo più adeguato alle esigenze dei cittadini e delle imprese? Una proposta viene dall'Anpit, l'Associazione Nazionale per l'Industria e il Terziario, che ha lanciato il 'Manifesto per una nuova Europa'. Il Presidente di Anpit, Federico Iadicicco, in una intervista ad Askanews ha spiegato che "nell'attuale contesto di economia globale il ruolo che può svolgere l'Europa è fondamentale. E per questo siamo preoccupati per la crisi di rappresentatività di cui oggi soffrono le istituzione europee. Riteniamo quindi che sia utile ragionare con le altre parti sociali e con le forze politiche su un nuovo assetto che possa essere propedeutico per un rilancio dei nostri territori, dell'Italia e dell'Europea tutta".

Secondo Iadicicco l'Unione europea "purtroppo nasce su un equivoco di fondo. L'interazione per funzioni posta in essere negli anni ha prodotto una distanza abissale tra le istituzioni e i cittadini, il malfunzionamento delle istituzioni ha portato le persone lontano dall'Europa. Inoltre, una serie di vincoli imposti e l'assenza di integrazione vera e propria ha condotto l'Europa allo stallo attuale. Noi riteniamo che ci sia bisogno di ripartire da un nuovo assetto istituzionale per poi determinare proposte a livello economico e sociale". Il Manifesto di Anpit propone quindi di "dare centralità al ruolo del Parlamento che deve trasformarsi in una assemblea legislativa, come sono i Parlamenti nazionali, e deve poter eleggere un governo dell'Europa", titolare dell'indirizzo politico. Questo chiarimento nell'assetto istituzionale, secondo il presidente di Anpit "produrrebbe il superamento del deficit di democrazia e una regolazione di rapporti che conduca ad una Confederazione, che per noi è l'approdo".

Da questo nuovo assetto istituzionale deriverebbe poi un riordino di competenza che "integri a livello europeo lo stretto indispensabile" lasciando il resto alla libera determinazione degli Stati nazionali. Le competenze della nuova confederazione europea dovrebbero riguardare, ha spiegato Iadicicco, "il controllo dei confini, perchè non possiamo immaginare che i Paesi di confine siano lasciati soli nella gestione dei migranti, la difesa comune, la politica estera comune, la politica di coesione per l'equilibrio tra i diversi Paesi".

Nel Manifesto per una nuova Europa Anpit immagina anche un nuovo ruolo per la Bce a cui dovrebbe essere attribuita la funzione di "prestatore di ultima istanza", per poter "acquistare i titoli del debito pubblico calmierando i tassi di interesse". Infine la costituzione di un fondo speciale europeo per la riduzione del rapporto debito/pil per gli Stati che sono sopra la soglia del 60%. "Si tratterebbe - ha concluso Iadicicco - di far confluire nel fondo le quote di debito eccedenti a tale soglia definendo con i paesi coinvolti un piano di rientro". In questo modo, ha concluso Iadicicco, si consentirebbe agli Stati di "adottare politiche per la crescita e lo sviluppo, anzichè le politiche di austerità che abbiamo conosciuto in questi anni".

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