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NOTIZIE 23 OTTOBRE 2017

Argentina, netta vittoria di Macri, a Kirchner l'immunità

Buenos Aires (askanews) - Il presidente argentino Mauricio Macri è il vincitore delle legislative di metà mandato, da cui esce rafforzato il suo corso di riforme economiche liberali con cui vuole rilanciare la terza economia dell'America Latina.

Il voto di domenica - che ha visto il rinnovo di un terzo del Senato e metà della camera bassa - sancisce anche il ritorno in politica di Cristina Kirchner. L'ex presidente peronista ha infatti ottenuto un seggio: un risultato sotto le aspettative per il suo partito, ma che per lei significa una garanzia di immunità parlamentare a proteggerla da una serie di accuse di corruzione, nonché un posto da senatrice da cui orchestrare una campagna in vista delle presidenziali del 2019.

I risultati proiettano Macri già ora nella posizione di gran favorito per la successione a se stesso, con un nuovo mandato, tra due anni. Il suo partito "Cambiemos" ha vinto in 13 province e nella capitale Buenos Aires. Il voto, che ha registrato un'affluenza del 78%, era ampiamente considerato un referendum sulla sua presidenza dopo due anni in carica.

"Oggi non abbiamo vinto come partito, ciò che ha vinto è la certezza che possiamo cambiare la storia, e costruire il nostro futuro con amore", ha commentato Macri, intervenendo con toni trionfanti davanti ai suoi sostenitori a Buenos Aires.

Kirchner ha da parte sua sostenuto che il suo partito di centro-sinistra Unidad Ciudadana (Unità cittadina) si è distinto come unica alternativa al macrismo.

La coalizione di centro destra, al potere in Argentina da dicembre 2015, dispone attualmente solo di una maggioranza relativa, ma è riuscita a governare grazie all'alleanza con altre forze politiche. Secondo le ultime proiezioni, nella prossima camera bassa del Congresso disporrà invece di 108 seggi (rispetto agli 87 precedenti), privando l'opposizione della maggioranza di due terzi che permette di bloccare le riforme di Macri. Il blocco peronista dovrebbe restare a 145 seggi.

Il corso di riforme lanciato da Macri ha ottenuto il sostegno di Stati Uniti, Unione Europea e delle istituzioni economiche internazionali e ora anche l'elettorato argentino sembra approvare.

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