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CURIOSITÀ 27 OTTOBRE 2021

Attenzione ai drink “contaminati”: come riconoscere il GHB

Non tutti sanno che esiste una droga che facilita l’aggressione sessuale. Inodore e insapore, si tratta di una sostanza di cui è difficile accorgersi.

Venduta a costi bassissimi, è un’arma pericolosa al servizio dei malintenzionati. Viene comunemente chiamata droga dello stupro e sono tanti i fatti di cronaca che dimostrano che il suo utilizzo in Italia è sempre più diffuso.

In realtà, fuori dai confini nazionali, questa sostanza è ben nota da decenni, tanto che in alcuni paesi, come Israele, esistono degli strumenti per verificarne la presenza nel bicchiere.

L’uso di queste sostanze sta avendo un incremento notevole anche in Italia, a causa del facile reperimento, persino in modo legale, e dal basso costo in quelli illegali

Quali sono e come agiscono

Sono chiamate droghe dello stupro perché sono in grado di neutralizzare la reazione di una persona al punto da renderla vulnerabile o inerme alle violenze o a un rapporto sessuale non voluto.

Le più diffuse sono il GHB, a base di acido idrossibutirrico, conosciuto anche con il nome di gjuice-salt water e il GBL, a base di gamma-butirrolattone, un solvente industriale utilizzato originariamente per pulire.

Sono composti chimici a base di sostanze endogene già presenti nel nostro corpo originariamente impiegate per la cura di depressioni e patologie psichiatriche.

Sono in grado, infatti, di suscitare accondiscendenza da parte della vittima, attraverso l’inibizione della sua capacità critica e delle sue reazioni. Agendo sotto traccia, vengono disperse nei cocktail (Leggi Le alternative (meno caloriche) dei drink più famosi), confondendosi nel mix di alcolici, la vittima le beve a sua insaputa.

Come difendersi?

Prima di tutto è possibile imparare a riconoscere gli effetti  Subito dopo l’assunzione si sente la fame d’aria, ovvero il bisogno di respirare più profondamente. Arriva poi lo stordimento: il fisico risponde, ma il cervello no, uno stato terribile in cui la persona sembra consenziente senza esserlo.

L’ultimo stadio agisce sulla memoria, con l’incapacità di ricordare quanto è accaduto.

Ci sono comunque dei modi per accertarsi se si è stati vittime di episodi del genere. Se ci si ritrova con segni di violenza o la biancheria in disordine, oltre a buchi di memoria, è consigliato sottoporsi a un esame del sangue. Le tracce di GHB e di GBL si trovano nel sangue, nei 3 giorni successivi, mentre nel capello fino a 30 giorni dalla possibile assunzione.

Riconoscere i sintomi

L’effetto del “giorno dopo” creato da queste sostanze ricorda quello post sbronza, ma questo non deve far cadere in errore, minimizzando gli eventuali sintomi creati dalla droga dello stupro. 

Stanchezza, indolenzimento muscolare, mal di testa, naso che cola, secchezza in bocca e gola, confusione mentale fanno tutti parte del quadro sintomatologico di queste droghe che non è da sottovalutare, ma che deve portare a ulteriori indagini.

Insomma, imparare la natura degli effetti e a riconoscerli è di fondamentale importanza perché la comparsa di ogni sintomo può rappresentare un campanello d’allarme.

Sia nel momento in cui la sostanza inizia ad agire, in cui si é ancora in tempo a mettersi al riparo da possibili aggressori, sia a posteriori, quando, con l’aiuto di un consulente o delle autorità locali, si devono ricostruire i fatti, anche ai fini delle denunce.

Evitare di bere dai bicchieri altrui o non farsi offrire dei cocktail da persone malfidate o che non si conoscono è un buon modo per evitare di ingerire a propria insaputa queste droghe.

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