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NOTIZIE 23 FEBBRAIO 2019

Autotrasportatore mestiere del futuro, ma è crisi di vocazioni

Verona, 22 feb. (askanews) - L'autotrasportatore, mestiere del futuro? Sembrerebbe proprio di sì. Nei prossimi cinque anni solo nel nostro paese ci sarà bisogno di 15-20mila autotrasportatori; ma il ricambio generazionale segna il passo: sono ancora pochi i giovani che si avvicinano a questo lavoro, che nell'immaginario collettivo non gode di una buona fama. E' quanto emerge dai workshop e dagli appuntamenti di confronto istituzionali che si sono svolti a Transpotec 2019, la manifestazione di riferimento per il mercato italiano dell'autotrasporto e della logistica organizzata a Verona da Fiera Milano.

Alessandro Peron, direttore di Fiap, la Federazione italiana degli autotrasportatori professionali ricorda come l'immagine del camionista sporco e rozzo sia del tutto superata e inesistente. Chi guida i novi mezzi - sottolinea - deve avere competenze tecnologiche avanzate. Le stesse cabine di guida, aggiunge indicando i mezzi in mostra al Traspotec, sono postazioni di lavoro altamente digitalizzate.

Ma diventare autotrasportatore non è semplice, e l'investimento economico per formarsi e avviare l'attività è di una certa importanza. Anche se sono numerose le strade che oggi consentono agevolazioni e offrono aiuti concreti. A cominciare dalle stesse imprese sempre più convinte che conviene investire direttamente fin dal conseguimento della patente professionale nella formazione dei candidati autisti.

Va però sottolineato che gli investimenti infrastrutturali sull'autotrasporto sono ormai ridottissimi e tocca alle istituzioni provvedere che l'ambiente di lavoro degli autotrasportatori sia davvero sicuro e decoroso: a cominciare dalle aree di sosta attrezzate, dagli autogrill, dai servizi a chi guida. Soprattutto in considerazione del fatto che quasi il 90 per cento delle merci in Italia continua a viaggiare su gomma.

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