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CURIOSITÀ 27 OTTOBRE 2020

Azzurrina, la leggenda riminese di Montebello

Gran parte del fascino di castelli e antiche magioni risiede nei fatti storici e nelle romantiche leggende che si sono sviluppati attorno ad essi: uno degli esempi più famosi è sicuramente quello della rocca di Montebello di Torriana, in provincia di Rimini.

 

Situato nel riminese, nella valle del Marecchia e dell’Uso, Il Castello di Montebello è un imponente complesso architettonico medievale molto ben conservato, che deve la sua fama alla misteriosa e improvvisa scomparsa della figlia del feudatario del luogo Uguccione (o Ugolinuccio): la piccola Guendalina sparì nel nulla il 21 giugno del 1375, all’età di soli 5 anni.
Secondo la tradizione, la bimba era nata albina, condizione considerata di natura diabolica per l’epoca medioevale: per metterla al riparo dalle nefaste conseguenze della superstizione, i genitori la facevano sorvegliare costantemente da due guardie e le tingevano regolarmente i bianchi e sottili capelli di nero.
I pigmenti naturali a disposizione nel ‘300 non garantivano una buona copertura e la capigliatura di Guendalina finì per assumere i riflessi azzurrognoli che le valsero il soprannome di Azzurrina.

 

 

Secondo un documento scritto nel 1620 da un prete, nel giorno del solstizio d’estate del 1375 la bambina sfuggì al controllo degli armigeri mentre infuriava un temporale, per inseguire la sua palla di stracci che rotolava lungo le scale che portavano alla ghiacciaia sotterranea della fortezza: dopo aver sentito un grido, i soldati corsero a cercarla, ma non trovarono né lei, né la palla, entrambe scomparse per sempre come inghiottite dal buio.

 

 

La leggenda vuole che il fantasma di Azzurrina si manifesti il 21 giugno di ogni 5 anni da allora, producendo un suono particolare che sembra provenire dal nevaio sotterraneo al castello: a partire dal 1990, sono state effettuate diverse registrazioni nel giorno del solstizio quinquennale e in ognuna di esse si distingue sempre lo stesso episodio sonoro, che ad alcuni sembra un lamento e ad altri una risata infantile.

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