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Bassetti (Cei): sì a impegno dei laici, no al partito cattolico

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27 SETTEMBRE 2019

Camaldoli (AR), 27 set. (askanews) "La Chiesa non può e non intende entrare direttamente o formulare opzioni di parte o creare direttamente o indirettamente un proprio strumento partitico. Essa può chiamare a raccolta tutte le coscienze, a cominciare da quelle dei credenti, invitando tutti a una nuova stagione di responsabilità personale attorno a valori fondamentali". Lo ha detto il presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, alla scuola di formazione e cultura politica organizzata dalla rivista Il Regno e dalla Comunità di Camaldoli presso il monastero casentinese. "Non tocca a noi vescovi intervenire direttamente sulle scelte politiche, ma ai laici sì, nuovamente, con nuova maturità, preparazione, consapevolezza, responsabilità e vorrei dire libertà".

"Bisogna formare dei cattolici che abbiano questa consapevolezza: di avere una responsabilità davanti alla storia, di avere questa vocazione, di essere l'anima del mondo - ha spiegato Bassetti -. Noi non possiamo formare dei cattolici che magari sono anche gente buona e onesta ma che resta chiusa nel proprio guscio. Oggi bisogna tornare a delle scuole di formazione per i giovani soprattutto".

"I cristiani nella politica attuale, che sia di destra o di sinistra, ci stanno sempre stretti - ha aggiunto il presidente dei vescovi -. Bisogna che ad un certo modo trovino un modo di essere uniti tra di loro, che non significa fare un altro partito perché forse aumenterebbero ancora le divisioni. Ma ci vuole un pensiero cristiano, un metodo cristiano, da proporsi, da insegnarsi, da seguire. Altrimenti siamo un grande gregge disperso animato da una grande buona volontà. Magari uno vede i problemi, vorrebbe impegnarsi. Bisogna ritrovare questa unità su quelli che sono i principi irrinunciabili del Vangelo".

"Noi - ha aggiunto il cardinale - dobbiamo aiutare tutte le persone a ritrovare questa unità, altrimenti si rischia veramente di disperdersi. Non è tanto il rischio tanto di disperdersi, ma è il rischio della insignificanza. Quanto rimango male io quando sento dire 'ma dove sono i cattolici'. Ma se i cristiani ci sono, battano un colpo".

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