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BUONO A SAPERSI 08 APRILE 2022

Bimbominkia: significato e origine del termine

Negli ultimi 15 anni il termine “Bimbominkia” è prepotentemente entrato nel linguaggio comune. Si tratta a tutti gli effetti di un neologismo made in Italy, dato che, diversamente dalla maggior parte delle nuove parole entrate nei vocabolari del belpaese negli ultimi anni, non deriva dalla lingua inglese.

Bimbominkia, l’insulto icona dello scontro generazionale

Questa la definizione di bimbominkia secondo il dizionario Treccani: “Nel gergo della Rete, giovane utente dei siti di relazione sociale che si caratterizza, spesso in un quadro di precaria competenza linguistica e culturale, per un uso marcato di elementi tipici della scrittura enfatica, espressiva e ludica.Composto dal s. m. bimbo e dal s. m. minchia, con sostituzione connotativa, in senso spreg., del grafema con il grafema k”.

Si tratta quindi di un vero e proprio insulto, tant’è che rivolgerlo pubblicamente a qualcuno è ormai considerato a tutti gli effetti un atto di diffamazione.

A stabilirli è una sentenza della Corte di Cassazione, che ha messo in guardia chi si esprime in modo offensivo sui social dando del bimbominkia a giovani e non. Se l’epiteto viene usato da un gruppo su Facebook, Telegram o qualsiasi altro social network, può infatti scattare il reato di diffamazione aggravata.

Nonostante l’apparente leggerezza della parola, il termine evidenzia in maniera lampante il violento scontro generazionale, concretizzatosi, soprattutto sui social network, tra adulti, giovani e adolescenti negli ultimi 15 anni.

Il vocabolario Zingaraelli, nel 2014, datava al 2007 la prima attestazione del termine nel linguaggio italiano scritto.

Ultimamente viene utilizzato anche indipendentemente da qualsiasi caratteristica demografica, venendo rivolto a chiunque dia dimostrazione di immaturità, arroganza, non soltanto sui social media.

È impossibile affermare con certezza chi abbia inventato questo neologismo: sul web sono presenti varie teorie tra loro in contraddizione. Secondo qualcuno la parola sarebbe stata coniata nei primi anni del nuovo millennio, altri ritengono che fosse già in uso negli anni 90’.

Molto probabilmente, in un primo momento il termine si diffuse inizialmente tra gli amanti dei videogiochi, con un significato diverso da quello attuale,  indicava infatti i giocatori che si comportavano “da bambino stupido”, compiendo azioni insensate a livello di gioco, per il puro gusto di farlo o di infastidire altri giocatori.

Il termine, ad oggi, viene utilizzato sia per descrivere giovani che danno dimostrazione di ignoranza, fanno affermazioni o attuano comportamenti esagerati, ma anche per descrivere adulti che si esprimono in maniera immatura.

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