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Brexit, May offre tre opzioni con rinvio del termine del 29 marzo

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26 FEBBRAIO 2019

Londra, 26 feb. (askanews) - Caos Brexit, un'altra puntata. La premier britannica Theresa May nel tentativo di far approvare dal parlamento il suo accordo con l'Ue, già bocciato una volta, ha proposto una sorta di percorso a ostacoli in vista della scadenza del 29 marzo.

Entro il 12 marzo, ha spiegato, il Parlamento dovrà tenere un altro voto significativo. Se in quel voto l'accordo sarà bocciato di nuovo, May chiederà entro il 13 marzo un altro voto ai parlamentari che dovranno decidere se lasciare la Ue senza un accordo, il cosiddetto "no deal" temutissimo dai mercati. Ma se i parlamentari bocceranno anche questa opzione, indicando quindi che non vogliono uscire senza accordo,

il giorno dopo, il 14 marzo, ci sarà un terzo voto sulla possibilità di chiedere alla Ue una proroga "breve e limitata", rinviando quindi l'uscita prevista il 29 marzo.

Insomma la premier offre alla Camera dei Comuni un ventaglio di eventualità mettendo i parlamentari, sia i suoi conservatori che i laburisti spaccati sulla Brexit, di fronte alle loro responsabilità: smettano di dire solo "no", facciano una scelta. Dall'altro lato, anche il leader laburista Corbyn ha smosso le acque, promettendo finalmente e per la prima volta che chiederà un secondo referendum sulla Brexit:

"27 febbraio: voto sul piano laburista per Brexit"

prima presenterà un emendamento il 27 febbraio ai Comuni in cui offrirà il piano laburista per la Brexit, che prevede una vera unione doganale con Bruxelles, insomma una uscita morbida.

"ALTRIMENTI: secondo referendum"

Ma se sarà bocciata, Corbyn offrirà ai parlamentari un emendamento favorevole a un nuovo voto pubblico sulla Brexit.

Londra, westminester, traffico a londra

Entrambi i leader hanno uno schieramento fragile. I laburisti sono spaccati, una buona parte non vuole la Brexit mentre l'ala più conservatrice non ne può più dell'Unione. E i conservatori si reggono solo con i voti degli unionisti dell'Irlanda del Nord che vogliono un taglio netto con l'Ue. Finora è stato impossibile trovare una maggioranza e lo psicodramma Brexit continua a travolgere la Gran Bretagna.

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