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Bruciato vivo nell'auto: arrestati moglie, amante di lei e figlio

03 FEBBRAIO 2020

Roma, 3 feb. (askanews) - Vincenzo Cordì era ancora vivo quando fu bruciato nella sua auto, lo scorso 11 novembre a San Giovanni di Gerace, nella locride. Dopo diverse settimane è arrivata la svolta nelle indagini: i carabinieri di Roccella Jonica hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Locri su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di tre persone. Il capitano Carmelo Beringheli, comandante della compagnia Roccella Jonica:

"Gli autori dell'omicidio si identificano nella compagna della vittima, che, unitamente al figlio nato dal primo matrimonio e all'amante, hanno dapprima tramortito e poi dato alle fiamme l'uomo. Le indagini sono state rese ancora più complesse dal tentativo della donna di far credere che l'uomo si fosse suicidato".

Le indagini hanno consentito di accertare che, nella tarda serata dell'11 novembre la donna, con l'inganno, ha dapprima condotto Vincenzo Cordì in località Scialata del comune di San Giovanni di Gerace e, successivamente, con il concorso dei due uomini, dopo averlo tramortito gli ha dato fuoco all'interno della sua Fiat 16.

Non solo. "I carabinieri hanno ricostruito anche un episodio dell'aprile 2016 quando la donna tentò di avvelenare il compagno".

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