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BUONO A SAPERSI 23 MARZO 2022

Buono benzina da 100 euro, come evitare la truffa su WhatsApp

Le truffe telefoniche e online, purtroppo, sono ormai all’ordine del giorno, in Italia come nel resto del mondo. Da qualche settimana nel nostro Paese se ne sta diffondendo una particolarmente subdola e, di conseguenza, altrettanto efficace.

Le vittime sono nella stragrande maggioranza dei casi persone molto anziane – mediamente sopra gli ottant’anni – che hanno da poco iniziato ad usare strumenti e applicazioni come WhatsApp, Facebook o Telegram.

Ma come è strutturata questa truffa? Lo schema non differisce molto da quello di altri noti tentativi di Phishing, ma fa leva su un attuale disagio di buona parte dei cittadini italiani: l’aumento dei prezzi della benzina e del gasolio.

Come evitare la truffa del buono benzina

Nelle chat di whatsapp è comparso a numerosi utenti un messaggio in cui viene esposta la possibilità di ricevere “in regalo” dei tagliandi dal valore di 100 euro. Questi bonus sarebbero stati erogati da ENI per protesta contro il governo, la guerra e il conseguente caro benzina.

Questo il testo del messaggio: “Da oggi tutte le stazioni regaleranno 10.000 buoni benzina da 100 € per protesta contro il governo e la guerra. Qui sotto è spiegato come ricevere il buono, prima che finisca”.

A seguire viene presentato un link su cui l’utente dovrebbe cliccare per ottenere il bonus.

In realtà, una volta cliccato sul collegamento si viene dirottati su un classico modulo di iscrizione online, da compilare con informazioni personali e dati sensibili. Entrando in possesso di questi dati i malintenzionati potrebbero tentare di accedere a conti, mail, account social e simili. Di conseguenza i rischi e i potenziali danni sono altissimi per chiunque.

In generale, è buona norma ricordare di diffidare sempre dei messaggi inviati da numeri sconosciuti che promettono qualsiasi genere di regalo o donazione economica.

In questo caso specifico, fortunatamente, la Polizia postale italiana ha già emanato diversi avvisi, invitando chiunque riceva il messaggio incriminato, a non aprire il link.

Si suppone dunque che buona parte dei tentativi di truffa, soprattutto nei confronti di persone molto anziane – ormai sempre più presenti su WhatsApp e sui vari social media, ma non altrettanto pratiche di truffe online – possano essere stati sventati.

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