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CONSIGLI 07 MAGGIO 2020

Cani: i 7 falsi miti più diffusi

Ecco quali sono le più popolari ma errate convinzioni da demolire una volta per tutte se si vuole davvero vivere in armonia con un quattrozampe.

 

Ogni anno canino ne vale sette umani

Questa “certezza” che si tramanda da tempo immemore è tutt’altro che incrollabile: la scienza ha stabilito che il ritmo di crescita e maturazione di un cane è esponenzialmente più veloce di quello che si pensi, rapportato a quello umano: per l’Associazione Medici Veterinari Americani, il primo anno di vita canino equivale a 15 dei nostri anni, il secondo a 24 e, dal terzo in poi, ogni anno in più di Fido è pari a 5 annate umane.

 

I cani possono essere addestrati solo da cuccioli

I cani anziani hanno più memoria e conservano la stessa voglia di imparare di quelli più giovani: compatibilmente con la loro salute ed età, devono essere sempre mantenuti in attività fisicamente e stimolati mentalmente.

 

Niente cani se non si ha una casa grande o un giardino

Non è vero che il cane soffre per la mancanza di grandi spazi in sé e per sé: la cosa più importante è che i proprietari si dimostrino attenti alle esigenze dei propri animali domestici e non li lascino soli ed abbandonati a loro stessi, indipendentemente da quanto sia grande la loro casa.

 

Non c’è differenza tra avere uno o più cani

È sbagliato pensare che ogni cane sia uguale all’altro: ogni quattrozampe ha una sua personalità ed esigenze specifiche, non solo in base alla taglia o alla razza. Quindi, non si può pensare di gestire allo stesso modo più esemplari, senza contare il conseguente aumento delle spese di mantenimento.

 

I cani piccoli sono più gestibili

La taglia del cane, mini o maxi che sia, non influisce sul carattere dell’animale: bisogna evitare di trattare i cani piccoli come giocattoli e i cani grandi come bestie feroci. Informiamoci sempre a fondo sulle caratteristiche reali dei nostri amici canini.

 

Il cane deve sottomettersi al padrone

I cani dipendono in tutto e per tutto dai loro padroni umani e il rapporto deve essere di comprensione ed empatia: non hanno esigenza né di dominare, né di essere dominati, ma solo di convivere serenamente con chi li ama e sa occuparsi di loro.

 

Tirano il guinzaglio perché sono dominanti

No, in realtà sono emozionati, impauriti o eccitati e hanno capito che tirare il guinzaglio può convincere il loro padrone a portarli dove vogliono andare: bisogna comprendere perché si comportano così, senza punirli o strattonarli, lavorando sulle loro emozioni.

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