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NEWS 21 DICEMBRE 2016

'Cani sciolti', docufilm di Paulescu sui primi romeni in Italia

Roma, (askanews) - Nei giorni in cui si celebrano i 27 anni dalla rivoluzione che fece crollare il regime di Nicolae Ceausescu in Romania, viene presentato il documentario 'Cani sciolti' del regista teatrale e visual artist Ovidiu Paulescu, in cui si racconta la storia dell'arrivo del primo gruppo di romeni in Italia, con un viaggio premio per seguire la nazionale di calcio ai Mondiali del '90.

Era un gruppo eterogeneo: coloro che avevano partecipato alla rivoluzione, i parenti di chi era nei posti di comando del neonato governo e anche alcuni militari.

L'euforia dei tifosi romeni dopo la vittoria contro l'Unione Sovietica (2-0) al San Nicola di Bari, viene, pero', subito spazzata via dall'arrivo di inquietanti notizie da Bucarest dove il nuovo governo con l'aiuto dei minatori e' intervenuto con la violenza per reprimere le proteste di gruppi di studenti che si opponevano al neo eletto presidente Ion Iliescu.

'Il primo obiettivo e' di capire la situazione dei rivoluzionari che hanno avuto il privilegio di arrivare in Italia su un aereo militare per la coppa del mondo', ha spiegato Paulescu, 'la vita di queste persone e' cambiata da un momento all'altro grazie a quello che venne trasmesso dai media di tutto il mondo che fecero conoscere le barbarie del governo appena eletto e il massacro nella piazza dell'Universita''.

'E quindi loro decidono di rimanere in Italia, alcuni hanno motivi veri di temere di tornare perche' erano veri partecipanti agli eventi, alcuni sono ancora oggi in Italia, 4-5, alcuni sono anche senza documenti, perche' dal 2007 non viene rinnovato l'asilo politico se non a poche persone'.

E' l'inizio di una storia, quella dell'immigrazione romena in Italia che ha un grande sapore di attualita', quell'attualita' dei rifugiati che allora arrivavano dalla vicina Romania e oggi provengono dalla Siria.

'La seconda parte del film - spiega Paulescu - prende l'avvio dalla seconda e piu' grande ondata di arrivo per motivi economici.

Ci sono tanti invisibili, che lavorano dalla mattina alla sera e fanno comodo, in altri casi ci sono problemi, e' inutile negarlo.

E poi c'e' una parte, dal 2007 da quando diventano comunitari, che sono interessanti anche per quei partiti che per gli immigrati non hanno un grande amore'.

Alla base del documentario, che verra' presentato in diversi festival italiani nei prossimi mesi, c e' un lavoro minuzioso, che parte da oltre 50 ore di video, decine di interviste e un attenta ricerca tra le fonti scritte di quegli anni, dai giornali fino a lettere e comunicazioni diplomatiche e testi ancora riservati.

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