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BUONO A SAPERSI 25 FEBBRAIO 2022

Caro bollette di gas e luce, le conseguenze della guerra in Ucraina

È già da diversi mesi che i mercati sembrano impazziti e che si nota un aumento del caro bollette di luce e gas. Sono arrivati i primi rendiconti e i cittadini hanno notato un’impennata dei prezzi. La guerra in Ucraina non renderà la questione più semplice, anzi è altamente probabile che la Russia inciderà, e non poco, sul costo delle materie prime.

Un dettaglio da non sottovalutare riguarda il fatto che l’Italia soffrirà più di altri Paesi, a causa della dipendenza dal gas russo. Ma la questione non riguarda solo il caro bollette. Il costo di pane, pasta e pizza – beni di prima necessità – ma anche quello di alluminio e oro subiranno delle variazioni notevoli.

La benzina ha sfondato la soglia dei due euro al litro nel servito. Per quanto riguarda l’energia, tutto dipende dalla persistenza della crisi. Intanto le ricadute dei rincari sono tangibili su trasporti, ordini, investimenti e consumi.

L’aumento di gas e luce

Il rimbalzo del gas, subito dopo l’inizio della guerra in Ucraina, è stato tutto sommato contenuto: un +40% a 125 €/MWh. Un dato già raggiunto a dicembre. Anche sulla direttrice verso l’Italia, la più importante, al momento ci si aggira su prezzi normali.

In inverno il nostro Paese consuma oltre 300 milioni di metri cubi di gas, e di questi 40-50 arrivano dalla Russia. I valori di picco sono vicini a 100 milioni. “Le nostre scorte sono ancora alte perché, per fortuna, l’inverno è stato mite e da sole potrebbero essere sufficienti a compensare un ammanco dei flussi dalla Russia per 20-30 giorni”: spiega Confindustria.  “Dopo bisognerebbe assolutamente trovare un’alternativa, sia per ottenere maggiori volumi di gas da destinare alla ricostituzione delle scorte, sia per ridurre la domanda”: aggiunge.

Il 24 febbraio il prezzo dell’elettricità è schizzato a 284 € per Megawattora, record che risale allo scorso dicembre, quando si è deciso per l’adeguamento tariffario 2022, +55% per le bollette della luce. La bolletta del gas, invece, che a dicembre ha preso a riferimento un prezzo di 85 €/MWh, dovrebbe accusare una variazione maggiore: intorno a +20%.

Il ruolo della guerra in Ucraina

La guerra in Ucraina blocca 27 miliardi di interscambio dell’Italia con Russia e Ucraina. L’import dai due Paesi ha un peso di 17,3 miliardi. L’Italia è il quarto Paese esportatore dell’Ue sul mercato russo. Moda, mobili e macchinari sono i prodotti più venduti. Emilia-Romagna, Veneto e Marche coprono il 34,9% del Made in iItaly in Russia. La perdita per il nostro export, negli otto anni seguiti al primo embargo del 2014, ammonta a 24,7 miliardi. È il prezzo più caro pagato in Europa.

La guerra potrebbe incidere sul carrello della spesa. Inoltre l’agricoltura e gli allevamenti temono rincari record di sementi e fertilizzanti. I prezzi del grano non erano così alti da nove anni. L’Italia importa il 64% del grano e il 53% del mais per il mangime del bestiame. L’Ucraina è il secondo fornitore di mais (con una quota del 20%), mentre la Russia è il primo fornitore a livello globale.

Infine, ci sono le banche. Soltanto l’Austria è più esposta rispetto all’Italia – in Europa – ai crediti russi. Per il nostro Paese, si parla di 22 miliardi di euro, 0,5% degli attivi totali. La maggior parte è delle due banche più grosse: a fine 2021 Unicredit impiegava 7,8 miliardi di euro in 72 sportelli in Russia (Intesa Sanpaolo 5,6 miliardi con 28 filiali) e 200 milioni in Ucraina. Da no sottovalutare, nella Guerra Ucraina Russia, sono gli attacchi hacker.

 

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