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NOTIZIE 31 GENNAIO 2019

Carolina Crescentini con l'UNHCR per le bambine rifugiate

Roma, 31 gen. (askanews) - Anche Carolina Crescentini a sostegno della campagna "Mettiamocelo in testa" che l'UNHCR, l'Agenzia Onu per i Rifugiati, ha lanciato con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza dell'istruzione per le bambine rifugiate e raccogliere fondi per garantire loro l'accesso a un'istruzione di qualità.

Sono circa 4 milioni i bambini rifugiati in tutto il mondo che non hanno la possibilità di andare a scuola (quasi 500 mila in più rispetto allo scorso anno). E l accesso all istruzione tra i bambini e le bambine rifugiate non è uguale. Sono le bambine le più discriminate: per loro è ancora più arduo accedere all istruzione e completare il corso di studi. Le ragazze rifugiate infatti hanno la metà delle probabilità di iscriversi a una scuola superiore rispetto ai loro coetanei maschi.

Eppure per le bambine rifugiate la mancanza di istruzione rappresenta un rischio enorme per la loro stessa sopravvivenza: lontane da scuola sono infatti molto più esposte al rischio di subire abusi, contrarre matrimoni precoci, finire nella rete degli sfruttatori. Secondo i dati del Rapporto dell UNHCR Turn the Tide, solo il 61% dei bambini rifugiati frequenta la scuola primaria, rispetto al 92% dei bambini nel mondo. E con l età, questo divario aumenta.

Inoltre, per le bambine rifugiate la situazione è ancora più drammatica: crescendo, devono affrontare una maggiore emarginazione e il divario di genere in età scolare aumenta, complici le convenzioni sociali e culturali (che fanno sì che i ragazzi abbiano priorità a scuola), le strutture inadeguate (come la mancanza di servizi igienici dedicati o forniture per il ciclo mestruale), oltre al fatto che i libri, le uniformi scolastiche e il viaggio per arrivare a scuola possono avere costi proibitivi per le famiglie.

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