La cassa integrazione è uno dei principali ammortizzatori sociali utilizzati in Italia, un sussidio gestito dall’INPS che ha lo scopo di proteggere i posti di lavoro durante crisi passeggere. Può essere parziale (se i lavoratori subiscono soltanto una riduzione dell’orario di lavoro) oppure totale (se i lavoratori vengono lasciati a casa).
In genere è richiesta dall’impresa ed è spesso frutto di trattative con i sindacati e con il ministero del Lavoro e quello dello Sviluppo economico. Una volta concessa, viene pagata direttamente al lavoratore dalla sua azienda (che riceve poi un conguaglio da parte dell’INPS) oppure dall’INPS.
Esistono due tipi di cassa integrazione: quella ordinaria (prevista per gli eventi fuori dal controllo della singola impresa) e quella straordinaria (per specifici motivi aziendali). Limite principale è che possono essere utilizzate soltanto dalle imprese con più di 5 dipendenti.
I vari governi hanno però introdotto alcuni regimi “in deroga”, tipologia di sussidio prevista dal decreto “Cura Italia” varato a seguito dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo. Non si conoscono ancora i dettagli della norma ma di certo la cassa integrazione in deroga prevista (per affrontare le conseguenze economiche della pandemia) sarà destinata ai lavoratori dipendenti di tutte le imprese, comprese quelle sotto i cinque dipendenti e le ditte individuali.