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CURIOSITÀ 25 GIUGNO 2022

Chi è Anna Frank, la bambina che racconta la Shoah nel suo diario

Il 25 giugno ricorre un anniversario molto importante per la Shoah: nel 1947 viene infatti pubblicato il diario di Anna Frank. Nata a Francoforte il 12 giugno del 1929, Anna ha vissuto un’infanzia normale fino a quando il nazionalsocialismo non è piombato nella sua vita e in quella della sua famiglia e di milioni di ebrei.

Per capire la storia di Anna Frank bisogna fare qualche passo indietro, fino al 1942 quando i tedeschi occupano il Paese e cominciano a perseguitare il popolo ebreo. Qui si trova la famiglia di Anna (il cui nome completo è Annelie Marie Frank,) arrivata in Germania nel 1933 e che, per sopravvivere alla caccia dei nazisti, si rifugia insieme a un altro gruppo di persone in una vecchia soffitta della fabbrica di spezie del signor Frank.

Il diario di Anna Frank e la pubblicazione avvenuta anni dopo

In quei momenti tristi, bui e dolorosi, Anna comincia a scrivere i suoi pensieri all’interno di un diario regalatole per il suo tredicesimo compleanno, che anni dopo diventerà un pezzo stesso di storia, una testimonianza indelebile. Dalla scuola agli amori, fino alla lunga storia della sua famiglia e della vita quotidiana passata in clandestinità, fatta di attesa e di paura per il futuro.

Dopo 2 difficilissimi anni passati a nascondersi, il 4 agosto del 1944, a seguito di una soffiata, la polizia tedesca di Amsterdam irrompe nel nascondiglio segreto e arresta la famiglia di Anna, deportandola ad Auschwitz. Anna e sua sorella Margot vengono trasferite a Bergen-Belsen, dove muoiono di tifo solo un anno dopo: la data esatta della loro morte non è mai stata accertata.

Il diario della giovane Anna Frank viene conservato nel proprio ufficio da Miep Gies, impiegata della ditta della famiglia Frank: la sua idea era quella di restituirlo, un giorno, alla legittima proprietaria. Viene pubblicato il 25 giugno del 1947 grazie al padre Otto Frank, l’unico sopravvissuto della famiglia ai terribili campi di concentramento.

Anna è diventata un simbolo della Shoah: si stima che l’Olocausto, tra il 1933 il 1945, abbia sterminato tra i 15 e i 17 milioni di vittime, di cui 4/6 milioni erano ebrei. A Roma l’anno scorso è stato realizzato un videomapping dedicato proprio alle vittime.

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