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NOTIZIE 16 GIUGNO 2022

Colesterolo,"statina naturale" da riso rosso? Per Ue è rischioso

Roma, 16 giu. (askanews) - La monacolina K, integratore alimentare ottenuta dal riso rosso e nota come la "statina naturale" contro l'ipercolesterolemia "presenta gli stessi rischi del farmaco lovastatina usato per il trattamento della patologia". Lo ha stabilito la Commissione Europea sulla base di un parere scientifico dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che, alla luce di diverse reazioni avverse ha consigliato limitazioni per la commercializzazione. A partire dal 22 giugno, infatti, su tutto il territorio europeo sarà vietata la vendita di prodotti contenenti singole porzioni per uso giornaliero di monacolina da riso rosso fermentato uguali o superiori ai 3 milligrammi. In base a un nuovo Regolamento della Commissione Europea (in Gazzetta Ufficiale del 2 giugno) questi prodotti se non aderenti a tali indicazioni saranno ritirati dal mercato.

Spiega Alberto Corsini, Ordinario di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari alla Statale di Milano: "Quello che è emerso dai dati di fitovigilanza è che ci sono una serie di casi riportati di eventi avversi legati alla monacolina soprattutto col dosaggio di 10 milligrammi, ma anche con 3 milligrammi. Eventi avversi sovrapponibili a quelli delle statine, almeno in grossa parte, quindi si presume che gli effetti collaterali che osserviamo con queste molecole siano da attribuirsi alla monacolina. Almeno la maggior parte, un 40% circa. Sono stati riportati casi di miopatie, dolori muscolari, una percentuale che osserviamo anche con le statine terapeutiche, e poi qualche problema epatico, qualche problema gastrointestinale, a livello di arrossamento, di prurito e con qualche effetto anche a livello cognitivo: sono i tipici effetti collaterali delle statine per cui si presume che il grosso degli eventi avversi siano legati alla monacolina".

Di qui la decisione di un riposizionamento dell'integratore.

"Riso rosso fermentato che contiene 10 mg di monacolina, è una quantita essenzialmente identica a una compressa di Lovastatina - sottolinea il professore - ovvio che questo non è possibile perché a quel dosaggio a tutti gli effetti lo possiamo considerare equipollente a una terapia medica: non è più un integratore ma è un farmaco".

Questi integratori - chiarisce l'esperto - hanno effettivamente un'efficacia significativa e la loro penetrazione sul mercato è dovuta al fatto che in Italia circa 3 milioni di pazienti hanno un rischio vascolare ma non abbastanza alto da essere elegibili per un trattamento con i farmaci. Si imposta quindi per loro uno stile di vita adeguato all'interno del quale è previsto l'uso di un integratore. Ma attenzione, avverte, no al fai-da-te:

"Il problema dell'integratore è che viene venduto anche nei supermercati, quindi chiunque può andare a comprarselo. Però vanno presi on un certo criterio e continuamente, quindi non è che si può andare al supermercato e comprarlo. Ci deve essere un filtro da parte del medico. E in più tutte queste considerazioni hanno portato a un foglietto delle indicazioni dell'integratore. Viene specificato il dosaggio la posologia, quali sono i pazienti che non possono prenderlo". Insomma, "almeno un contatto con il medico ci deve essere prima di iniziare l'utilizzo dell'integratore".

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