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BUONO A SAPERSI 21 OTTOBRE 2021

Come sanare un abuso edilizio

L’abuso edilizio è un reato commesso da chi effettua un intervento sul territorio senza averne l’autorizzazione. L’abuso si verifica anche quando l’intervento è difforme dall’autorizzazione concessa dal Comune.

Come evitare la demolizione di un immobile abusivo

Tuttavia, in caso di abuso edilizio è possibile evitare la demolizione del bene, chiedendo la sanatoria dello stesso. Sanare un abuso edilizio è possibile solo quando la costruzione è conforme al piano regolatore vigente.

La sanatoria prevede una verifica della doppia conformità dell’intervento edilizio. L’immobile deve essere conforme sia alla normativa vigente al momento in cui l’intervento è stato realizzato che a quella in vigore quando viene presentata la sanatoria.

La concessione della sanatoria non può essere subordinata in alcun caso alla realizzazione di ulteriori interventi. Se l’immobile non soddisfa le suddette condizioni, è prevista la sanzione amministrativa per l’abuso edilizio e di conseguenza il bene va demolito.

Come presentare la richiesta per un permesso in sanatoria

È possibile presentare la richiesta per un permesso in sanatoria in caso di interventi realizzati senza il permesso di costruire o con permesso difforme. Inoltre, è possibile fare la richiesta in assenza di Scia, cioè della segnalazione certificata di inizio attività o con segnalazione difforme. In entrambi i casi, per ottenere la sanatoria, occorre rispettare il termine di 90 giorni dall’ingiunzione di demolizione e di ripristino dello stato dei luoghi l’istanza viene presentata all’ufficio comunale competente, dove il dirigente si pronuncerà in merito con la dovuta motivazione entro 60 giorni.

La richiesta di sanatoria di un abuso edilizio può essere presentata: dal proprietario dell’immobile; dall’inquilino, in caso di locazione dell’immobile; dal soggetto che intende acquistare l’immobile e ha sottoscritto un contratto preliminare di compravendita; e dal responsabile dell’abuso.

Quando viene concessa la sanatoria dell’abuso edilizio

La sanatoria viene concessa solo dopo il pagamento del contributo di costruzione, che equivale all’entità dell’abuso o all’incremento del valore di mercato del bene. Il contributo di costruzione non può essere inferiore ai 516€ ed è raddoppiato quando si costruisce senza la dichiarazione di inizio attività o in difformità all’autorizzazione.

La sanatoria non mette al riparo chi ha commesso l’abuso edilizio dalla sanzione penale. In tal caso l’ammenda varia a seconda dell’abuso commesso. Ad esempio, per l’inosservanza delle norme, delle prescrizioni o delle modalità esecutive l’ammenda ammonta fino a 10.329€. In assenza del permesso di costruire o per l’opera in totale difformità è previsto l’arresto fino a due anni e un’ammenda che va dai 5.164€ ai 51.645€. Nel caso di lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio, l’arresto fino a due anni e un’ammenda che va dai 15.493€ ai 51.645€.

Sanando un abuso edilizio, non serve poi pagare la sanzione amministrativa e l’opera non deve essere più demolita. Il lavoro illecito è salvo dopo che ci sarà stato il pagamento dell’ammenda.

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