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CURIOSITÀ 30 APRILE 2021

Coniglio d’angora, la verità sull’animale più soffice

Sotto questa graziosissima palla di pelo si nasconde il coniglio d’Angora, l’animale più soffice che esista; e, purtroppo, anche uno dei più sfruttati. Conosciamolo insieme.

 

 

 

Questo simpatico coniglio, originario della Turchia, si unisce alla lista degli animali coinvolti nell’operazione di tosatura, andando a fare compagnia a pecore, capre e lama. A lanciare l’allarme è l’associazione animalista Peta, che, di recente, ha posto l’accento sulla crudeltà che si cela dietro la produzione della sua pelliccia in Cina, nazione che rappresenta circa il 90% del mercato complessivo. Le origini della produzione risalgono al 18° secolo, quando una nave pirata approdò nel porto turco di Angora; lì, i corsari rimasero incantati dagli scialli indossati dalle donne locali, al punto da decidere di esportare i filati in territorio francese.

 

 

 

L’animale è una delle varietà più antiche di coniglio domestico, di corporatura massiccia e col pelo bianco e morbidissimo; sua caratteristica principale è proprio la sofficità, tant’è che viene utilizzato soprattutto per realizzare capi femminili e per l’infanzia. Come detto, la maggior parte della produzione su scala mondiale arriva dalla Cina; note però anche quelle di Francia ed Inghilterra. In Italia è famosa l’Angora Luisa Spagnoli: al termine della Prima Guerra Mondiale, l’inventrice del Bacio Perugina, già creatrice di un’importante catena di negozi d’abbigliamento, iniziò ad allevare conigli d’angora; questi, però, non venivano né uccisi né tosati, ma semplicemente pettinati, per ricavarne la lana in modo non crudele e rispettoso dei dolcissimi animaletti.

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