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CURIOSITÀ 29 SETTEMBRE 2020

Consonno, la Disneyland fantasma della Lombardia

Aggirarsi per Consonno, cittadina sul Monte di Brianza, in provincia di Lecco, è come ritrovarsi catapultati in “American Horror Story – Freak Show”, quarta stagione della fortunata serie tv con Jessica Lange e Sarah Paulson.
Un parco giochi abbandonato, un vero e proprio parco dei balocchi fantasma. Andiamo allora insieme alla scoperta di questo luogo da brivido.

 

 

 

La storia di Consonno è molto antica, le prime tracce risalgono addirittura al 1085.
La vita di questo piccolo borgo brianzolo è proceduta tranquilla sino a quando fu acquistato da un eccentrico industriale, il Conte Mario Bagno.
Gli abitanti si illusero che il ricco signore potesse portare benessere economico, la speranza però andò in frantumi quando le sue ruspe cominciarono ad abbattere le loro case, costringendoli ed emigrare.

 

 

L’ambizioso progetto del Conte prevedeva la costruzione di una mecca del gioco con edifici dalle forme più strane: una galleria commerciale arabeggiante con tanto di minareto, una pagoda cinese, un castello medievale, una balera, fontane multipiano, un hotel di lusso e persino un circuito automobilistico.
Fatalità (o forse legge del contrappasso), nel 1976 però questo paese dei balocchi si trasformò in una Disneyland desolata: una frana, infatti, isolò violentemente e completamente Consonno dal resto del mondo. Fu così che la Las Vegas della Brianza si tramutò in un istante in una ghost town.

 

Oggi per raggiungerla si deve percorrere una strada in salita, attraverso un bosco, perfetto e suggestivo portale mediante il quale accedere al mondo dimenticato.
L’atmosfera che si respira è davvero surreale, anche per via della vegetazione che ha letteralmente sopraffatto gli edifici mai completati e gli archi arrugginiti.
Con questo sfondo diventano ancora più terrificanti le storie che vi aleggiano. Secondo le dicerie, la tragica fine era già stata annunciata da un’antica profezia; questa prevedeva che “tutto” sarebbe finito con la costruzione della riproduzione della sfinge egizia voluta dal Conte. Stando al mito, infatti, costruire o portare una sfinge lontano dal proprio luogo d’origine scatena una maledizione. Ma la leggenda non finisce qui: si dice che in alcune sere d’inverno, nella nebbia, si può intravedere la sagoma di un uomo, probabilmente il fantasma del Conte Bagni, condannato a vagare per sempre nel suo luogo di perdizione.

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