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CURIOSITÀ 04 GIUGNO 2020

Cosa succede quando guardiamo una persona nuda

Vi è mai capitato di ritrovarvi su una spiaggia naturista e di essere talmente in balia delle vostre sensazioni da non sapere dove poggiare lo sguardo? Stando ad una ricerca è tutto più comune di ciò che si possa pensare. Ecco cosa succede quando vediamo una persona nuda.

 

Uno studio condotto in Finlandia, dalle Università di Tampere e di Aalto, ha evidenziato che al cervello occorrono meno di 0,2 secondi per elaborare le immagini di un corpo “come mamma l’ha fatto”.

 

La percezione visiva della nudità avviene in modo molto rapido ed efficiente, un processo mentale che spingerebbe, in modo inconscio e naturale, ad identificare dei potenziali concorrenti o partner sessuali.

 

Ai partecipanti all’esperimento i ricercatori hanno mostrato immagini di uomini e donne, prima vestiti normalmente, poi in abiti succinti e infine completamente nudi. Le risposte cerebrali, prese in analisi attraverso la risonanza magnetica, hanno mostrato che il cervello è decisamente più rapido quando analizza un corpo nudo, anziché quando si concentra su uno vestito.

 

E non è tutto: il cervello maschile si è rivelato più rapido nel rispondere alle immagini femminili di nudo; al contrario, quello femminile ha risposto con la stessa velocità per entrambi i generi sessuali.

 

In realtà già il filosofo Kant si era espresso in materia. Per l’esponente dell’Illuminismo tedesco l’attrazione sessuale determina un appetito istintuale che, non appena soddisfatto, trasforma la persona in “un limone spremuto di tutto il succo”. In poche parole, guardare una persona nuda scatena una sorta di cecità cerebrale, che trasforma l’altro in un veicolo di soddisfazione.

 

Gli studi condotti in tale direzione hanno “modernizzato” la visione di Kant, sostenendo che la nudità non indurrebbe a guardare il corpo esposto come un semplice “oggetto”, bensì come un soggetto maggiormente incline ad indulgere nelle sue emozioni piuttosto che a ragionare.

 

Per questo continuare a rappresentare le donne in abiti succinti e gli uomini limitandosi al loro volto non fa altro che rafforzare il pregiudizio arcaico sui generi sessuali: donne sesso debole e uomini “pensatori” incalliti.

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