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NOTIZIE 13 DICEMBRE 2019

Da BUILDING il mondo di Vincenzo Agnetti, tra Feltri e scrittura

Milano, 13 dic. (askanews) - Uno sguardo più ampio sull'opera di Vincenzo Agnetti, per raccontare uno dei più importanti artisti del secondo Novecento italiano attraverso pratiche diverse e in relazione con altri due grandi protagonisti della scena dell'arte. La galleria BUILDING di Milano, nei suoi spazi che è banale, ma inevitabile, definire museali, presenta la mostra "Vincenzo Agnetti - Autoritratti ritratti, Scrivere - Enrico Castellani e Piero Manzoni", a cura di Giovanni Iovane.

Corinna Ventura, del Centro studi di BUILDING, ci ha illustrato le scelte del curatore: "Un taglio particolare che ha voluto dare a questa mostra, per renderla anche un lavoro di ricerca e di vero approfondimento - ha spiegato ad askanews - è stato dividerla in due sezioni, che sono separate, ma complementari. Una prima sezione si concentra sul tema del ritratto o dell'autoritratto. Una seconda parte, anch'essa molto importante, che si intitola proprio 'Scrivere', che è legata alla presenza di opere di Manzoni e Castellani, perché Agnetti non era solo un artista, ma anche un poeta, un teorico, un critico".

In mostra alcune delle più note opere di Agnetti, come il memorabile "Quando mi vidi non c'ero", ma anche una serie di lavori che mostrano la molteplicità delle strade battute dall'artista, per arrivare poi alla sezione dedicata alla relazione con Manzoni e Castellani, sotto forma di libri e pubblicazioni, ma anche di opere dei due. Ma il focus della mostra resta la ricerca di Agnetti, osservata in tutta la sua estensione.

"Questa mostra - ha aggiunto Corinna Ventura - non espone solo Feltri, che sono comunque per antonomasia anche ritratti, paesaggi e ritratti, ma pure opere fotografiche, tele, opere di altro tipo che difficilmente si riescono a vedere".

L'esposizione nella sede di via Monte di Pietà presenta poi quella che da BUILDING definiscono "un'estensione pubblica dela mostra": tre opere di Agnetti sono infatti esposte nei Chiostri di Sant'Eustorgio, sia per sottolinearne la tensione più mistica sia per aprirsi ulteriormente alla città.

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