VIDEO
Cerca video
Installa app Contatti
CURIOSITÀ 21 GENNAIO 2022

DAD: chi è e cosa fa l'animatore digitale

I tempi cambiano e anche la scuola vuole fare la sua parte. Per iniziare questa rivoluzione tecnologica la scuola italiana si avvarrà della figura dell’animatore digitale.

La rivoluzione tecnologica passa anche per la scuola 

La didattica a distanza (DAD) in questi anni è stata fondamentale per garantire l’apprendimento degli allievi, uno strumento che deve essere implementato e perfezionato. 

La tecnologia è stata in grado di superare l’emergenza, liberando la scuola dall’ambiente fisico e portandola ovunque sempre con noi.

Il ministero dell’Istruzione ha lanciato il Piano Nazionale per la Scuola Digitale (PNSD), un percorso strategico che traghetterà la scuola italiana che conosciamo verso la scuola digitale. Nel documento spicca la figura dell’Animatore digitale che avrà il compito di organizzare, amministrare e coordinare questa rivoluzione all’interno della scuola. 

Per il Piano Nazionale per la Scuola Digitale sono stati stanziati 101 milioni di euro per l’anno scolastico 2021/2022. Il decreto punta all’innovazione della scuola italiana attraverso le nuove tecnologie, puntando sempre di più su un sistema educativo digitale. 

Concretamente questa misura ha lo scopo di diffondere l’idea di apprendimento permanente ossia espandere gli spazi fisici in spazi di apprendimento virtuali. 

Oggi la tecnologia è una parte costante della nostra vita, è fondamentale, quindi, modificare gli obiettivi formativi, per formare le competenze degli adulti di domani. Il mondo cambia molto più rapidamente anche grazie alla tecnologia, è necessario dunque modificare l’approccio alla scuola in maniera più agile e fluida. In questo frangente i giovani più abituati al mondo digitale, giocano un ruolo chiave.

I punti chiave del decreto sono:

  • realizzazione di attività volte allo sviluppo delle competenze digitali degli studenti,;
  • potenziamento degli strumenti didattici e laboratoriali;
  • adozione di strumenti organizzativi e tecnologici per favorire la trasparenza e la condivisione di dati;
  • formazione del personale; 
  • potenziamento delle infrastrutture di rete;
  • valorizzazione delle migliori esperienze delle istituzioni scolastiche;
  • definizione dei criteri e delle finalità per l’adozione di testi didattici in formato digitale e per la produzione e la diffusione di opere e materiali per la didattica;

La figura chiave di questa rivoluzione è l’animatore digitale un professionista interno alla scuola che avrà il compito, insieme al Dirigente scolastico, di coordinare la diffusione dell’innovazione (Qui i nuovi requisiti per l’insegnamento a scuola).

L’animatore digitale avrà il compito di organizzare laboratori formativi, stimolare la partecipazione attiva dei giovani all’apprendimento e individuare soluzioni metodologiche e tecnologiche sostenibili da diffondere all’interno dell’istituto.

La scuola, in piena autonomia, avrà il compito di attribuire la carica a un docente che dovrà, però, essere in possesso di alcuni requisiti (principalmente il curriculum, la pregressa esperienza o attività simile). Successivamente verrà esaminato da una commissione esaminatrice e verrà redatta una graduatoria. 

Il ministero ha garantito un massimo di 1000 euro annui per l’organizzazione delle attività di formazione digitali e per l’animatore digitale. L’uso del fondo tra attività e docenti è decisa in fase di contrattazione in riferimento ai criteri di ripartizione. La somma sarà spendibile o dall’animatore digitale o dal team per l’innovazione digitale (gruppo di supporto all’animatore).

1.616 visualizzazioni 21
Chiudi
Caricamento contenuti...