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CURIOSITÀ 24 OTTOBRE 2022

Dahmer: che fine ha fatto il fratello del serial killer?

La serie NetflixDahmer- Mostro: la storia di Jeffrey Dahmer” sta riscuotendo un incredibile successo, attestandosi stabilmente al primo posto dei contenuti più visti sulla piattaforma on demand. Fra le varie curiosità, molti spettatori si stanno chiedendo che fine abbia fatto David, il fratello del “cannibale di Milwaukee”. Scopriamolo insieme.

Lo show tv di Ryan Murphy e interpretato da Evan Peters racconta la genesi del male di Jeffrey, mostrando al pubblico anche i delicati rapporti del serial killer col padre Lionel, la madre Joyce, la matrigna Shari e la nonna; il fratello David resta invece ai margini dalla narrazione.

 

David, la scelta verso il fratello Jeffrey Dahmer

Nella realtà, dopo gli avvenimenti che hanno riguardato Jeffrey, David è sparito nel nulla. Quello fra i due fratelli è sempre stato un rapporto complicato, anche a causa del fatto di essere cresciuti divisi in seguito alla separazione dei genitori. David, di sette anni più piccolo di Jeffrey, con la condanna del “mostro di Milwaukee” ha deciso di tagliare i ponti col passato familiare.

Una nuova identità

Come dichiarato nel 2004 da Lionel e Shari al talk show della CNNLarry King Live”, David ha cambiato nome e cognome e assunto una nuova identità, nel tentativo di iniziare una nuova vita; sposatosi, è poi diventato padre di due figli.

Sappiamo con certezza che non ha mai fatto visita in carcere a Jeffrey o presenziato alle udienze; di certo la serie Netflix avrà riaperto in David vecchie ferite, anche per via delle polemiche scatenate dai parenti delle vittime.

 

 

L’arresto del mostro di Milwaukee

Jeffrey è stato arrestato il 22 luglio 1991, in seguita alla fuga dal suo appartamento del giovane Tracy Edwards. Quando la polizia ha fatto irruzione in quell’orribile posto ha trovato resti umani e grandi bidoni contenenti acido. Il quadro psichiatrico di Jeffrey ha messo in luce la profonda paura di essere abbandonato, timore che lo avrebbe spinto a lobotomizzare le vittime per trasformarle in zombie e assicurarsi di non venire lasciato. Al processo, svoltosi il 30 gennaio 1992, Jeffrey è stato condannato a 957 anni di reclusione per i 17 omicidi commessi fra il 1978 e il ‘91 con metodi cruenti, incluso il cannibalismo. È rimasto però presso la struttura solo due anni: nel 1994 Jeffrey è stato ucciso da un detenuto affetto da schizofrenia.

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