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SPETTACOLI E VIP 07 GENNAIO 2022

David Bowie: i mille volti di una star immensa

Descrivere la sua intera vita è un’impresa assai ardua perché l’artista più influente del XX secolo è cambiato così tante volte, nella sua immagine, nella sua musica e nelle apparizioni pubbliche che parlare di un solo David Bowie sembra quasi inappropriato.

Cantautore, polistrumentista e attore, Bowie è stato tante cose, forse troppe. Eppure siamo riusciti col tempo a collocarlo nel ruolo che più lo rappresenta, quella di rock star grande e immensa. Perché del resto è stato suo il merito di aver trasformato un genere musicale in una vera e propria forma d’arte.

Storia di una rock star

David Robert Jones, conosciuto come David Bowie, nasce l’8 gennaio del 1947 a Brixton. Manifesta sin dalla giovane età una certa predisposizione per ogni forma d’arte. Lui, che voleva diventare un pittore, si avvicina alla musica, al teatro e all’arte e all’età di 13 anni, ispirato dal jazz che domina le scene del West End, inizia a suonare il sassofono.

A vent’anni è già il frontman di un gruppo rock, i King Bees, con i quali incide un disco. Si presenta al pubblico come bello, ed elegante. Quasi un Dandy. Per il successo internazionale avrebbe dovuto aspettare ancora un po’, almeno fino all’incontro con Kenneth Pitt che diventa il suo manager.

Nel 1969 pubblica Space Oddity, la storia di un astronauta alienato, posizionandosi in cima alle classifiche musicali del Regno Unito. Poi la grande metamorfosi: David Bowie diventa Ziggy Stardust. Sono gli anni ’70 e i giovani del mondo intero si innamorano di quell’androgino spaziale dai capelli rosso fiammante e le scarpe col tacco.

Il cantante porta sul palco l’ambiguità sessuale dei giovani diventando un icona. È l’unico. È Bowie. Diventa una superstar mondiale e i suoi tour, che si spingono fino in America, fanno sold out.

Tutti lo cantano, tutti lo acclamano. Verso la fine degli anni ’70 David Bowie si trasferisce a Los Angeles e diventa una star del cinema recitando nella pellicola di Nic Roeg, L’uomo che cadde sulla terra. Poi torna in studio.

Con The White Light Tour David Bowie presenta al mondo il Duca Bianco, un personaggio sobrio ed elegante ormai lontano dal look caotico ed eccentrico degli anni precedenti.

Negli anni ’80, all’apice del successo, l’artista sceglie di concentrarsi su diversi progetti cinematografici. Poi torna alla sua musica pubblicando Let’s Dance, uno dei suoi più grandi successi.

All’alba del nuovo millennio David Bowie sceglie di allontanarsi dai riflettori e di concedere ai fan solo rari e superlativi concerti live. Sono gli anni in cui si gode la paternità e torna negli studi per incidere il suo prossimo album.

Senza mai concedersi una vera tregua, Bowie dedica la sua intera vita all’arte, fino al 10 gennaio 2016, giorno in cui viene stroncato dal tumore al fegato di cui soffre da anni. Due giorni dopo la sua morte è stato pubblicato Blackstar, il suo venticinquesimo album.

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