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SALUTE 30 LUGLIO 2020

Dieta a zona, dimagrisci e tieni a bada la glicemia

Molto di moda qualche anno fa, la Zone Diet è un regime alimentare da prendere in considerazione per perdere peso e stare meglio, non solo per superare la prova costume.

 

La Zone Diet, detta anche dieta a zona, si basa soprattutto sulla regolamentazione della risposta ormonale dell’organismo umano ai cosiddetti macronutrienti, cioè sul mantenimento dell’azione degli ormoni in “zone terapeutiche” per evitare l’insorgere di infiammazioni.
Secondo le risultanze scientifiche, questo approccio ha implicazioni significative nel contrasto a malattie croniche che si traducono in un aumento ponderale, come l’obesità, o che risentono di un alto carico glicemico, come il diabete di tipo 2 e i disturbi cardiocircolatori.
Sotto accusa, per i sostenitori di questo regime dietetico, c’è soprattutto la piramide alimentare che favorirebbe un aumento significativo dei marker infiammatori e un conseguente incremento delle patologie che da essi dipendono: la dieta a zona, al contrario, implica l’assunzione di alimenti a basso indice glicemico, riducendo l’apporto di carboidrati al 35-45% al massimo delle calorie giornaliere, a fronte del 30% ciascuno di proteine e grassi.

 

Per indice glicemico si intende la stima di quanto un alimento possa aumentare i livelli di glucosio nel sangue dopo essere stato introdotto nell’organismo.
Nella dieta a zona, ogni pasto deve essere composto da un terzo di proteine, due terzi di verdura e frutta colorate e olii monoinsaturi come quelli d’oliva, mandorle o avocado, limitando gli alimenti ricchi di amidi come riso, patate e banane, che però contengono carboidrati “sani” di cui inevitabilmente priviamo il nostro corpo.

Dal punto di vista scientifico, gli studiosi non sono concordi sull’efficacia di questo regime a basso indice glicemico sulla perdita di peso, perché se per alcuni il calo ponderale e la riduzione dell’appetito sono garantiti, per altri questi risultati sono inferiori rispetto a quelli ottenibili con altri tipi di diete.
La riduzione del colesterolo e dei trigliceridi, tra i fattori di rischio per le malattie cardiache, è comunque accertata, così come il decremento delle infiammazioni croniche e il miglior controllo della glicemia: è opportuno consultare il proprio medico o il nutrizionista prima di intraprendere la zone diet.

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