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Dieta con l’anguria: ti idrati e tieni a bada la pressione

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25 GIUGNO 2020

Quando fa molto caldo, il nostro corpo perde inevitabilmente molti più liquidi del necessario durante la traspirazione: per reidratarci in maniera gradevole, viene in nostro soccorso il cocomero, parente stretto di cetriolo e melone, e originario dell’Africa del Sud. Una fresca fetta di anguria, infatti, contiene una non trascurabile quantità d’acqua, in grado di integrare in buona parte quella dispersa con il sudore.

 

Oltre a questo, però, il grande frutto sferico porta tutta una serie di ulteriori benefici, da tempo confermati anche dalle ricerche scientifiche: secondo uno studio condotto nel 2010 dalla Florida State University, ad esempio, il consumo di cocomero è in grado di influire naturalmente sulla stabilizzazione della pressione sanguigna.

 

Nella polpa del frutto è infatti presente un particolare amminoacido, la citrullina, che il nostro organismo assume e trasforma in arginina: entrambe queste molecole organiche concorrono alla sintetizzazione dell’ossido nitrico, un composto di fondamentale importanza per la riduzione della forza con cui il sangue viene spinto dal cuore nelle arterie.

 

Il team americano che ha condotto la ricerca ha preso in considerazione gli effetti dell’introduzione dell’anguria nella dieta di nove persone ipertese di entrambi i sessi e di un’età media di 54 anni, scoprendo che integrarla nel loro regime alimentare aveva una ricaduta positiva sull’emodinamica aortica e, più in generale, su tutto il sistema cardiovascolare.

 

I cocomeri sono anche ricchi di licopene, un carotenoide dal potentissimo effetto antiossidante: questo idrocarburo, quindi, è un prezioso alleato nella lotta ai dannosi radicali liberi, principali responsabili dell’invecchiamento cellulare.

 

Un altro studio significativo portato a termine nel 2007 dai ricercatori della Texas A&M University, aveva anche dimostrato che il succo di anguria è in grado di limitare l’insulino-resistenza dell’organismo: negli animali da laboratorio, un maggior apporto di arginina si è rivelato efficace nel contrasto alla glicemia alta e ad altri fattori di rischio cardiovascolare presenti anche nell’uomo.

 

Ma non è tutto oro quel che luccica: un consumo eccessivo di cocomero può causare fastidi a chi soffre della sindrome dell’intestino irritabile, a causa del suo scarsissimo contenuto di fibre, a fronte di un’alta concentrazione di fruttosio, uno zucchero che può dar luogo a gonfiore addominale e crampi allo stomaco.

 

Ricordiamo che è sempre opportuno consultare il proprio medico prima di inserire regolarmente l’anguria nella propria dieta.

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