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SALUTE 14 GENNAIO 2021

Dieta con rape, contro l’infiammazione e i problemi al fegato

Un’alimentazione ricca di frutta e verdura permette all’organismo umano di guadagnare in salute e longevità: tra le crucifere da valorizzare sulla nostra tavola non possono mancare le rape, versatili, saporite e ipocaloriche.

 

 

La radice di rapa, in passato considerata a torto alimento “povero”, racchiude in sé innumerevoli proprietà nutrizionali, pur avendo poco più di 30 calorie per porzione, cosa che la rende particolarmente indicata anche in regimi dietetici dimagranti.
La quota di fibre presenti contribuisce ad aumentare il senso di sazietà e favorisce il corretto funzionamento dell’intestino, mentre l’assenza di amidi evita che il consumo di questo ortaggio porti all’innalzamento dell’indice glicemico: una ricerca pubblicata su Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine ha inoltre evidenziato come la somministrazione di estratto di rapa ad animali da laboratorio abbia determinato un abbassamento del livello di zuccheri nel loro sangue e a una miglior risposta organica all’insulina, aprendo nuove prospettive nella prevenzione e nel trattamento del diabete.

 

 

Le rape contengono anche il 30% della quantità giornaliera raccomandata di Vitamina C e altre preziose sostanze bioattive come l’arveleixina, sottoprodotto dei cosiddetti glucosinolati, composti vegetali con riconosciute proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, che proteggono da ipertensione, artrite e diverse forme tumorali; gli isotiocianati, invece, hanno un comprovato effetto antibatterico, specie nei confronti di infezioni da Staphylococcus aureus ed Escherichia coli; gli antociani, infine, contrastano i radicali liberi, ritenuti responsabili di malattie cardiache e disturbi metabolici.

 

 

I risultati di altri studi condotti su queste radici hanno riscontrato che il loro consumo protegge il fegato, soprattutto grazie ai composti di zolfo che contengono: in alcune cavie con tossicità epatica nutrite con le rape si è potuta, infatti, dimostrare una riduzione sostanziale dei danni alla ghiandola e dei conseguenti sintomi di sofferenza.

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