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SALUTE 08 APRILE 2022

Dieta FODMAP per sgonfiarsi

Scopriamo insieme la dieta FODMAP, frutto del lavoro di Peter Gibson e Susan Sheperd della Monash University di Melbourne, in Australia, e mirata al benessere dell’intestino.

 

La dieta si riferisce alla sigla “Fermentable, Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides and Polyols”, ovvero carboidrati a catena corta presenti prevalentemente negli alimenti di origine vegetale, ma anche nei latticini e nei dolcificanti chimici.

 

Secondo una ricerca eseguita presso la Monash University, questi carboidrati possono risultare aggressivi nelle persone che hanno un intestino compromesso. In questi soggetti, infatti, fermentano e favoriscono il richiamo di acqua che, non riassorbita, scatena poi sintomi come diarrea e dolori addominali.

 

Il regime dietetico prevede l’esclusione, per circa un mese, di tutti gli alimenti che contengono le molecole FODMAP, ovvero: cereali (come frumento, orzo e segale, e derivati) frutta e verdura (come mele, albicocche, ciliegie, pesche, mango, succhi di frutta, carciofi, cavolfiore, avocado, scalogno, carciofi, aglio, cipolla, anguria, frutta disidratata) legumi (come fagioli), frutta secca oleosa (come pistacchi e anacardi), fibre, anche presenti in integratori alimentari (ad esempio, inulina), alimenti che contengono lattosio dolcificanti naturali (come il fruttosio) e artificiali, miele e funghi.

 

Questi carboidrati vengono poi reinseriti gradualmente, al fine di identificare la quantità massima tollerata dal corpo. Di solito, i benefici si avvertono già dopo le prime settimane. Controindicazioni? Una dieta a basso contenuto di FODMAP può essere relativamente povera in fibra alimentare e tradursi in stipsi e alterazione del microbioma intestinale, con riduzione dei batteri “buoni”.

 

A cura di Luana Trumino, editor specializzata in salute&benessere

 

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