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SPETTACOLI E VIP 08 GENNAIO 2022

Domenico Modugno, il rivoluzionario sognatore

Quel sogno di volare e cantare lui l’ha esaudito. E noi lo abbiamo lasciato fare perché del resto che Italia sarebbe senza le canzoni di Domenico Modugno?
Un rivoluzionario, un sognatore, un pioniere. Un’icona della storia della musica italiana, della nostra storia.

Domenico Modugno: biografia di un cantante

Domenico Modugno nasce a Polignano a Mare il 9 gennaio del 1928, nel paesino con le case bianche a picco sul mare. Da papà Cosimo il piccolo Mimmo eredita la passione per la musica e da giovanissimo impara a suonare la chitarra e la fisarmonica.

Crescendo però, quel paesino che tanto ama inizia a stargli stretto così parte a cercare fortuna prima a Torino e poi a Roma. Nella città eterna si avvicina alla recitazione e si iscrive al Centro Sperimentale di Cinematografia. È il migliore allievo della classe, posizione che lo porta a vincere anche una borsa di studio.

Nel 1951 Modugno è già protagonista di un cult del secolo, il film Filumena Marturano di Eduardo De Filippo. È attore e personaggio televisivo, speaker radiofonico e autore. In questi anni inizia a comporre canzoni in dialetto pugliese per intrattenere il suo pubblico. Poi la svolta a Sanremo.

Nel 1958 Domenico Modugno partecipa al Festival della Canzone Italiana con l’iconica Nel Blu dipinto di blu. È il momento della rivoluzione. Il brano vince il primo premio, viene trasmesso a ogni ora del giorno in radio e diventa una hit negli Stati Uniti vincendo anche due Grammy Awards.

Ma quello è solo l’inizio. L’uomo in frack, Notte di luna calante e poi Piove (Ciao, ciao bambina), il brando con il quale Modugno vince nuovamente a Sanremo. Ogni sua canzone è un successo straordinario: Domenico Modugno diventa il padre della musica leggera.

Scrive e incide 230 canzoni, vince ancora Sanremo, appare in 38 pellicole destinate al grande schermo e recita in 7 film televisivi. Nel 1984, però, l’artista italiano viene colpito da un ictus che lo costringe ad allontanarsi dalla carriera artistica, anche se non definitivamente.

Nel 1993, incide con suo figlio Massimo la sua ultima canzone Delfini (Sai che c’è), e si spegne nella sua casa di Lampedusa con vista mare l’anno dopo, all’età di 66 anni.

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